Cassazione: no al licenziamento per “file sharing” in ufficio

Pubblicato il 27 Novembre 2013 10:16 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2013 10:16

Cassazione: no al licenziamento per "file sharing" in ufficioROMA – Chi installa, senza autorizzazione, un programma per condividere e scaricare file sul pc dell’ufficio non va incontro a un licenziamento. Una sanzione del genere, infatti, sarebbe “del tutto sproporzionata”.

Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha dato ragione a un lavoratore, che era stato licenziato proprio per avere installato sul computer a lui assegnato dalla società datrice di lavoro il programma ‘eMule’.

Secondo la società, il dipendente aveva dunque violato la “policy aziendale” e il codice di comportamento, poiché quel programma “poneva in serio pericolo la riservatezza dei dati sul pc, consentendo l’accesso di estranei allo stesso”.

Il datore di lavoro, poi, contestava anche il fatto che il dipendente aveva “negato tale evidenza” e cosi’ era “venuta meno la fiducia nella sua persona”. I giudici del merito – il tribunale e la corte d’appello di Roma – avevano entrambi dichiarato la illegittimità del licenziamento ordinando la reintegra dell’uomo nel posto di lavoro. Anche la cassazione, con una sentenza depositata oggi, ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell’azienda.