Cassazione: obbligare a dimissioni politico che commette abusi non è reato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2014 19:32 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2014 19:32
Cassazione: obbligare a dimissioni politico che commette abusi non è reato

Cassazione: obbligare a dimissioni politico che commette abusi non è reato

VICENZA – Lo avevano preso da parte, messo all’angolo, gli avevano intimato di dimettersi. E lo avevano anche minacciato: se non lasci ti denunciamo e rendiamo pubblici tutti i tuoi abusi. Ma, per la Cassazione, non è reato. Almeno se la presunta parte lesa è un politico che ha compiuto abusi edilizi e a chiederne in modo brusco le dimissioni sono suoi colleghi di partito.

La Cassazione ha infatti assolto Rossella Olivo, sindaco  Pdl del comune vicentino di Romano d’Ezzelino, e Giuseppe Saretta, assessore nello stesso Comune. Assoluzione definitiva che conferma quanto deciso in Appello mentre in primo grado era arrivata una condanna.

I due, come spiega il Gazzettino, erano accusati di tentata tentata concussione nei confronti di Giampaolo Lorenzato,

il “loro capogruppo” che non voleva saperne di dimettersi quando era venuto a galla che aveva compiuto delle irregolarità edilizie su un terreno di sua proprietà.

Lorenzato allora li ha denunciati in tribunale. Ma ha avuto torto. Perché secondo la Cassazione la Corte d’Appello

«ha saggiamente ridimensionato a scontro politico-partitico una vicenda, originariamente presentata come grave fatto in danno della pubblica amministrazione, che aveva determinato le condanne di Oliva e Saretta». Rilevano gli ‘ermellini’ che il sindaco, sin dalla fine di agosto del 2006, aveva fatto il suo ‘lavoro’ di amministratore «ottemperando al dovere di segnalare l’esistenza delle irregolarità edilizie commesse da Lorenzato all’Ufficio tecnico del Comune», l’organo competente per procedere alle verifiche e alla denuncia.