Cassazione: pusher extracomunitario deve essere espulso anche se sposato con italiana

Pubblicato il 2 Luglio 2010 17:51 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2010 18:46

Nonostante la legge Bossi-Fini del 1998 preveda che non possa essere applicata agli stranieri extracomunitari la misura dell’espulsione qualora siano sposati e conviventi con un persona di nazionalità italiana, la Cassazione invita a tener presente l’esistenza di norme ”speciali” in base alle quali l’espulsione può essere disposta non solo nei confronti degli stranieri extracomunitari ma anche di quelli comunitari qualora siano socialmente pericolosi.

La Suprema Corte ha infatti confermato la condanna a 10 mesi di reclusione, 3.000 euro di multa ed espulsione nei confronti di una algerino, sposato con una italiana e condannato per spaccio di eroina in concorso con un altro extracomunitario. Quest’ultimo si era visto revocare la misura dell’espulsione in quanto i giudici della Corte d’Appello di Milano avevano tenuto in considerazione il fatto che lui era sposato e convivente con una italiana.

L’algerino ha chiesto ai supremi giudici di ottenere, anche lui come l’altro coimputato, lo stesso trattamento di ‘favore’. I giudici del palazzaccio hanno osservato – sentenza 25160 – che ”erroneamente” è stato applicato il divieto di espulsione previsto dalla Bossi-Fini in quanto ci sono norme speciali (come l’articolo 86 del dpr n.309 del 1990) che hanno natura ”speciale” che non ammette interferenze con la ”diversa regolamentazione contenuta nella legge 286 del 1998” sull’immigrazione. L’algerino in questione aveva già precedenti ed era anche irregolare.