Castano Primo, lui ha cento anni, lei 93: marito e moglie si riabbracciano dopo 101 giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2020 8:30 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2020 8:30
Castano Primo, una foto d'archivio Ansa

Castano Primo, lui ha cento anni, lei 93: marito e moglie si riabbracciano dopo 101 giorni (foto Ansa)

ROMA – Lui ha cento anni, lei 93. Guido e Maria, marito e moglie, si riabbracciano dopo 101 giorni di separazione a causa del coronavirus.

Questa è la storia di Guido Stangalini, cent’anni compiuti, e di sua moglie Maria Pagani, 93enne.

I due, sposati da 70 anni, sono originari di Castano Primo in provincia di Milano.

Castano Primo, le parole del sindaco

“A causa delle difficoltà di deambulazione di Guido” spiega Giuseppe Pignatiello, sindaco di Castano Primo.

“All’inizio dell’anno – racconta –  i coniugi avevano deciso di andare a vivere nella casa di riposo Don Guanella del paese e il primo a trasferirsi a febbraio era stato proprio Guido”.

“Maria e Guido sono una di quelle coppie d’altri tempi, che fa tutto insieme – racconta il primo cittadino -.

Per chi in tanti anni di matrimonio non ha mai vissuto una separazione così lunga, questi giorni devono essere sembrati un’eternità”.

Diego Colombo, operatore della casa di riposo, racconta che Guido ha pregato ogni giorno sperando di poter rivedere almeno un’ultima volta la sua amata.

“Dopo tutti questi mesi, le sue preghiere sono state esaudite – spiega Pignatiello -.

Il marito l’attendeva nell’atrio davanti alla chiesa della struttura seduto sulla sua sedia a rotelle e, quando l’ha visto, la moglie ha affrettato il passo per raggiungerlo”.

“Ancora con le lacrime agli occhi, i coniugi si sono trasferiti nel salone per iniziare questa nuova fase di vita insieme promettendosi di non separarsi mai più – aggiunge Pignatiello -.

Il coronavirus ha colpito soprattutto le persone anziane e ha spaventato anche la coppia in questione.

Ho deciso di raccontare le lacrime di gioia di Guido e Maria perché, anche se non hanno vissuto la sofferenza della malattia, sono le stesse di tutte le persone che, come loro, sono state costrette in questi mesi difficili ad un distacco forzato dai propri cari”. (Fonte: La Repubblica).