Casteldaccia, geologo: “Cattiva manutenzione del fiume e abusivismo le cause della tragedia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2018 19:38 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2018 19:38
Casteldaccia, geologo dopo sopralluogo: ecco le cause della tragedia

Casteldaccia, geologo: “Cattiva manutenzione del fiume prima causa della tragedia” (Foto Ansa)

ROMA – Parla di tante concause il geologo che ha eseguito il primo sopralluogo a Casteldaccia, dove il fiume Milicia ha esondato uccidendo 9 persone il 3 novembre. La prima per Fabio Tortorici, presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi e consigliere dello stesso, è la cattiva manutenzione ordinaria e straordinaria del fiume. La seconda la vicinanza della casa al letto del corso d’acqua, una casa che doveva essere demolita perché abusiva.

Tortorici ha eseguito il primo sopralluogo e ha raccontato all’Ansa: “Oggi c’era una miriade di rifiuti di vario tipo e genere, dal manichino alla bombola di gas alla folta vegetazione che impedisce il deflusso dell’acqua. L’area è abbastanza antropizzata con fabbricati a poche decine di metri dall’alveo del fiume, sui cui argini cresce molta vegetazione spontanea che finisce nel letto del fiume e che in una fase di piena non agevola lo scorrimento dell’acqua”.

Il geologo spiega che il fatto che non ci siano state abbondanti precipitazioni nel punto in cui si è verificata la tragedia non è indicativo perché “bisogna considerare tutto il bacino idrografico, che è esteso 130 chilometri quadrati, se comprende canali o torrentelli”. Le norme che si occupano della pulizia idraulica risalgono al 1904, ricorda il geologo secondo cui “va rivisto il governo del territorio, che non è cosa di semplice soluzione. Da decine di anni nei territori non c’è una adeguata manutenzione. La questione della pulizia idraulica investe tutta l’Italia”.

La competenza sarebbe dei Comuni e della Forestale ma intanto ciò che occorre sono “i finanziamenti più che le leggi”. Infine, Tortorici osserva che “mancano idrogeologi nelle piante organiche delle strutture che si occupano della manutenzione ma sarebbero le più adeguate sentinelle del territorio”.