Castelfidardo, apre la porta al suo aggressore che lo cosparge di acqua bollente: gravissimo un 60enne

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 dicembre 2017 10:20 | Ultimo aggiornamento: 25 dicembre 2017 11:47
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Castelfidardo, apre la porta al suo aggressore che lo cosparge di acido: gravissimo un 60enne

ANCONA – Ha aperto la porta di casa, ignaro di andare incontro al suo aggressore che gli ha gettato in faccia dell’acqua bollente. Sono gravi le condizioni di un uomo di 60 anni a Castelfidardo, in provincia di Ancona, aggredito sull’uscio della sua abitazione in via Gramsci, in pieno centro storico.

L’assalto è avvenuto la Vigilia di Natale, intorno alle 17.30. L’uomo ha aperto la porta della sua casa al piano terra di una palazzina e ha visto in faccia il suo aggressore, prima di essere tramortito con un colpo alla testa e poi cosparso del liquido, che inizialmente la vittima aveva scambiato per acido. Non lo avrebbe riconosciuto, almeno stando alle prime frammentarie informazioni date ai soccorritori.

Il 60enne è stato soccorso dalla Croce Verde e trasportato all’ospedale di Torrette: ha riportato ustioni su varie parti del corpo, ma non . Indagano i carabinieri che stanno dando la caccia al responsabile. Ignoti al momento i motivi dell’aggressione. I militari stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere di videosorveglianza.

L’uomo ha riportato ustioni meno gravi di quelle che in un primo momento sembrava avesse subito: la prognosi è di 15 giorni. Secondo i carabinieri si tratterebbe di una lite in ambito domestico, anche se la vittima, che dice di non ricordare nulla di quanto accaduto, vive da solo.

La vicenda presenta lati oscuri e l’uomo, un italiano con piccoli precedenti che però non giustificherebbero, secondo i carabinieri, l’aggressione, non sarebbe di alcuna utilità nel ricostruire l’accaduto perché sostiene di non ricordare bene.

L’aggressione sarebbe avvenuta in cucina, nel pomeriggio di domenica 24 dicembre. Dopo essere stato colpito alla testa ed essere stato cosparso d’acqua bollente, il 60enne ha chiamato il 118. Sul suo telefonino non vi sarebbe traccia delle ultime chiamate, e anche sul luogo dell’aggressione non vi sarebbero elementi utili per le indagini.

 

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