Castellammare del Golfo (Trapani). I giovani in rivolta contro il sindaco che vieta i falò in spiaggia, ordinanza “Astuta ‘sta minkia”

Pubblicato il 26 agosto 2009 21:18 | Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2009 21:18

falo2L’Estate 2009 potrebbe essere ricordata in futuro come l’estate dei divieti, di quelle decine di fastidiose ordinanze comunali che non permettono di fare cose come mangiare panini per strada, cantare, sostare in un prato in gruppo, bere dopo le 21, bere sulla spiaggia, fare castelli di sabbia. Insomma chi più ne ha, più ne metta: paese che vai, divieto che trovi.

Alcune ordinanze hanno veramente dell’assurdo. Come quella del sindaco di Castellammare del Golfo (Trapani), Marzio Bresciani, che vieta  il trasporto di legna sulle spiagge, per proteggersi dal rischio di incendi in conseguenza di falò.

Proprio a Castellammare è partita la protesta contro questi divieti. Una protesta che potrebbe prendere piede e allargarsi a anche ad altri comuni che vivono la stessa situazione.

Sono arrivati in tanti, tutti giovani, non hanno acceso fuochi, ma hanno simulato artisticamente dei falò contro la “astuta” ordinanza del sindaco. Si sa, la protesta è sempre un po’ irriverente e la serata senza fiamme è stata generosa d’ironia e di creatività, con la partecipazione straordinaria dello scenografo palermitano Ottavio Anania è stato acceso un finto falò con carta velina rossa e gialla, un ventilatore che lo faceva fluttuare e una scritta sarcastica che recitava “Astuta ‘sta minkia” (“Spegni questo…”).

Oltre alla protesta, i giovani di Castellamare hanno anche intentato una “battaglia” contro le le manifestazioni sacre che sembrano avere la meglio su tutto. Così il presidio comunale di “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” protesta per lo “scippo” dell’organizzazione del programma di eventi musicali e sportivi per i giovani, mentre i ragazzi della ZEP, Zero Euro Produkscion, hanno indetto una raccolta di firme per chiedere al Sindaco firmatario dell’ordinanza della legna sulla spiaggia di vietare l’uso delle candele durante la processione tradizionale del 21 agosto. La cera rende, sembrerebbe, le strade del paese pericolose per diversi giorni, procurando scivoloni, capitomboli, sbandamenti di auto e motorini.