Castellammare di Stabia: nasconde la morte della zia per intascare la pensione di invalidità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Luglio 2020 13:13 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2020 13:13
Castellammare di Stabia (Napoli): nasconde la morte della zia per intascare la pensione di invalidità

Castellammare di Stabia: nasconde la morte della zia per intascare la pensione di invalidità (Foto d’archivio Ansa)

Nasconde la morte della zia per continuare a prendere la pensione di invalidità. E’ successo a Castellammare di Stabia.

La persona accusata di aver fatto ciò non ha comunicato il decesso della zia convivente, avvenuto nel 2013 a Castellammare di Stabia. Per quattro anni ha continuato ad intascare pensione e indennità di invalidità.

Lo hanno scoperto i finanzieri di Torre Annunziata che hanno notificato un sequestro a una donna di 50 anni. La 50enne, nipote della donna deceduta, era residente a Santa Maria la Carità (Napoli). La Finanza ha emesso nei suoi confronti un decreto di sequestro emesso dalla Tribunale su richiesta dell’ufficio inquirente guidato dal procuratore Nunzio Fragliasso.

Castellammare: prende 50mila euro della zia morta

La 50enne ha ritirato, per tutti questi anni, la “reversibilità” e l’indennità di invalidità civile. Soldi che l’Inps accreditava sul conto corrente intestato a lei e alla zia deceduta. L’accusa contro la donna è di aver intascato in tutto 50mila euro. Il provvedimento di sequestro fino a 50mila euro riguarda una parte dell’appartamento del quale ha 50enne la disponibilità.

Le indagini della Guardia di Finanza

Le indagini svolte dalle Fiamme gialle hanno permesso di accertare che le somme di denaro accreditate dall’Inps sono state puntualmente prelevate in contanti dalla nipote della beneficiaria, già convivente di quest’ultima e unica cointestataria del conto corrente postale, per 4 anni successivamente alla morte dell’anziana parente.

In particolare, è in esecuzione il sequestro di un appartamento del quale l’indagata ha la disponibilità, sino alla concorrenza della somma di 50mila euro, corrispondente a quanto indebitamente percepito dalla donna nel corso degli anni. (Fonti: Ansa e AdnKronos)