Catania, bimbo di 5 anni rischia la vita per tappo di muco

di Redazione blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2019 16:36 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2019 16:36
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Catania, bimbo rischia la vita per tappo di muco

ROMA – La bronchite plastica è una patologia rara che colpisce specialmente i bambini che soffrono di asma bronchiale ricorrente o di altre patologie respiratorie. Alcuni giorni fa un bimbo di 5 anni è giunto al pronto soccorso del Cannizzaro di Catania in condizioni gravi per una crisi respiratoria ed è stato salvato dal tempestivo intervento dei sanitari.

L’emergenza si è verificata quando il bimbo è arrivato cianotico al pronto soccorso. “A quel punto – spiega la dottoressa Antonella Di Stefano a La Sicilia – i medici di turno hanno capito dalla tac che un polmone era stato escluso da qualcosa che ostruiva uno dei bronchi. Il polmone era in forte sofferenza e il bimbo aveva una polmonite che poteva risultare letale”. “Devo dire che in questo caso va messa in risalto la bravura del medico di guardia che ha visitato il bimbo e che, constatato che il quadro clinico era molto preoccupante, ha insistito con i colleghi per sottoporre il piccolo a una broncoscopia. Di solito gli addetti a questa tipologia di esame sono un po’ riluttanti a procedere se non sono sicuri di trovarsi davanti a qualcosa che occluda i bronchi. Ma l’insistenza del medico ha consentito di procedere con l’esame e per fortuna quando i broncoscopisti hanno trattato il bambino si sono accorti che ad occludere il bronco e il polmone era un grumo di muco solidificato. A questo punto col broncoscopio sono riusciti ad estrarre il muco che aveva praticamente preso il calco del bronco”.

La dottoressa Di Stefano ha aggiunto che estratto il corpo estraneo immediatamente il bambino è ritornato a respirare regolarmente e il suo quadro clinico in poco tempo è migliorato”. La pediatra ha aggiunto che il bimbo era in pericolo di vita e il quadro clinico sarebbe potuto sfociare verso l’irreparabile.

La bronchite plastica può verificarsi negli adulti con più frequenza, ma l’adulto ha più capacità di espettorazione diversa da quella dei bambini dove la patologia, però, è rara. “Per fortuna siamo riusciti a intervenire per tempo e oggi possiamo raccontare un caso di buona sanità”.