Cronaca Italia

Dopo estrazione dei punti cade in coma, ora lotta con la morte

Un architetto di 42 anni, Giuseppe Marletta, era andato in ospedale per farsi togliere, in anestesia totale, i punti di sutura in metallo che gli erano stati applicati dopo l’asportazione di un frammento di una radice di un dente dalla mascella, ma è entrato in coma. E’ accaduto 40 giorni fa, nel nuovo ospedale Garibaldi di Nesima, a Catania: il paziente non si è ancora risvegliato.

Sulla vicenda sono state aperte 2 inchieste: una dalla Procura della Repubblica per lesioni gravissime ed una interna dell’azienda ospedaliera, che è stata disposta dal direttore generale, Angelo Pellicanò. La storia, l’ennesima di malasanità, è ricostruita dal quotidiano La Sicilia di Catania che riporta l’esposto presentato dalla moglie dell’architetto Marletta, Irene Sampognaro.

La coppia ha 2 figli piccoli: un maschietto di 4 anni ed una bambina di soli 3 mesi. ”Dopo la seconda operazione per l’asportazione dei punti – ricostruisce la signora Sampognaro – mio marito ha ripreso i sensi ma, dopo qualche secondo, è andato in arresto cardiaco ed è stato portato in rianimazione per essere intubato. E’ stato posto in coma farmacologico ma, subito dopo, è entrato in coma irreversibile e non si è mai più svegliato”.

L’ipotesi avanzata dai legali della famiglia Marletta è che ”non sono state eseguite le prove ipoallergiche sulla tollerabilità alle sostanze contenute nell’anestesia”. ”Ci sono delle responsabilità e chi ha sbagliato deve pagare”, ha aggiunto la moglie dell’architetto.

”Giuseppe è ancora in coma persistente – ha aggiunto la donna – ed i medici non mi danno molte speranze di un suo risveglio, perchè da circa un mese e mezzo si trova in questo stato. Il tutto per una banale operazione. Mi chiedo come tutto questo sia stato possibile: morire per l’asportazione di 2 gancetti di metallo dalla mascella. Chi ha sbagliato deve farsene carico: mio marito è un grande professionista, un architetto stimato, ma soprattutto è padre di 2 bambini”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare regionale del Pdl, e vicepresidente della Commissione sanità dell’Assemblea regionale sicilia, Marco Falcone. ”Questa vicenda di malasanità – ha detto – presenta elementi di gravità inaudita. E’ bene fare luce su questo episodio che, purtroppo, non è isolato e che, da un lato, ha fatto precipitare nello sconforto la famiglia, alla quale manifesto la mia solidarietà e vicinanza, dall’altro minaccia concretamente l’immagine di buona sanità e la fiducia dei cittadini negli ospedali siciliani”.

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