Dopo estrazione dei punti cade in coma, ora lotta con la morte

Pubblicato il 16 luglio 2010 0:00 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 0:06

Un architetto di 42 anni, Giuseppe Marletta, era andato in ospedale per farsi togliere, in anestesia totale, i punti di sutura in metallo che gli erano stati applicati dopo l’asportazione di un frammento di una radice di un dente dalla mascella, ma è entrato in coma. E’ accaduto 40 giorni fa, nel nuovo ospedale Garibaldi di Nesima, a Catania: il paziente non si è ancora risvegliato.

Sulla vicenda sono state aperte 2 inchieste: una dalla Procura della Repubblica per lesioni gravissime ed una interna dell’azienda ospedaliera, che è stata disposta dal direttore generale, Angelo Pellicanò. La storia, l’ennesima di malasanità, è ricostruita dal quotidiano La Sicilia di Catania che riporta l’esposto presentato dalla moglie dell’architetto Marletta, Irene Sampognaro.

La coppia ha 2 figli piccoli: un maschietto di 4 anni ed una bambina di soli 3 mesi. ”Dopo la seconda operazione per l’asportazione dei punti – ricostruisce la signora Sampognaro – mio marito ha ripreso i sensi ma, dopo qualche secondo, è andato in arresto cardiaco ed è stato portato in rianimazione per essere intubato. E’ stato posto in coma farmacologico ma, subito dopo, è entrato in coma irreversibile e non si è mai più svegliato”.

L’ipotesi avanzata dai legali della famiglia Marletta è che ”non sono state eseguite le prove ipoallergiche sulla tollerabilità alle sostanze contenute nell’anestesia”. ”Ci sono delle responsabilità e chi ha sbagliato deve pagare”, ha aggiunto la moglie dell’architetto.

”Giuseppe è ancora in coma persistente – ha aggiunto la donna – ed i medici non mi danno molte speranze di un suo risveglio, perchè da circa un mese e mezzo si trova in questo stato. Il tutto per una banale operazione. Mi chiedo come tutto questo sia stato possibile: morire per l’asportazione di 2 gancetti di metallo dalla mascella. Chi ha sbagliato deve farsene carico: mio marito è un grande professionista, un architetto stimato, ma soprattutto è padre di 2 bambini”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare regionale del Pdl, e vicepresidente della Commissione sanità dell’Assemblea regionale sicilia, Marco Falcone. ”Questa vicenda di malasanità – ha detto – presenta elementi di gravità inaudita. E’ bene fare luce su questo episodio che, purtroppo, non è isolato e che, da un lato, ha fatto precipitare nello sconforto la famiglia, alla quale manifesto la mia solidarietà e vicinanza, dall’altro minaccia concretamente l’immagine di buona sanità e la fiducia dei cittadini negli ospedali siciliani”.