Catania, nozze a pagamento per far ottenere la cittadinanza ai migranti

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Luglio 2020 14:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2020 14:20
Catania, nozze a pagamento per far avere la cittadinanza ai migranti

Catania, nozze a pagamento per far ottenere la cittadinanza ai migranti (Foto archivio Ansa)

Nozze a pagamento per ottenere la cittadinanza. E’ quanto scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza a Catania. L’indagine su falsi matrimoni e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è coordinata dalla Procura di Catania. 

Per le nozze a pagamento il gip di Catania ha emesso una misura cautelare con obbligo di dimora nei confronti di una colombiana di 46 anni.

Secondo l’accusa, assieme ad altri otto indagati, avrebbe concepito e realizzato matrimoni di comodo. Motivo? Consentire a extracomunitari irregolari in Italia l’ottenimento di titoli di soggiorno e, successivamente, anche della cittadinanza.

L’indagine, iniziata nel 2018, ha ricostruito il sistema: a uno straniero irregolare, pagante, veniva organizzato un matrimonio con una donna residente in Italia.

Il tutto con tanto di testimoni a pagamento, spese di bellezza per la finta sposa e l’allestimento di un rinfresco.

Nozze a pagamento, il sistema

Le unioni, ricostruisce la Procura di Catania, avvenivano tra persone che non si conoscevano, ma che, dopo le nozze, andavano a convivere il tempo necessario al superamento dei controlli.

Per tutti gli attori, era prevista l’elargizione di un corrispettivo per l’opera prestata.

In questo sistema, l’indagata rivestiva una funzione chiave, quale “intermediaria” per conto di stranieri interessati a realizzare la presunta frode. Oltre che di risolutrice di ogni profilo logistico connesso alla celebrazione degli eventi.

Nozze pagate, le accuse

Al termine delle indagini, contestati quindi, a vario titolo, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di falsità ideologica in atto pubblico (relativamente all’atto del matrimonio in quanto contratto ab origine con “riserva mentale”) e di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato per gli stranieri clandestini. (Fonte: Ansa).