Catania, squalo mako nella cella frigo: denunciato perché è specie in via di estinzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 13:55 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 13:56
Squalo mako catturato a Catania: carcassa trovata in cella frigo

Squalo mako catturato a Catania: carcassa trovata in cella frigo (Foto ANSA)

CATANIA – Uno squalo mako è stato trovato nella cella frigorifera di un commerciante di pesce di Catania.

I carabinieri nel box frigo hanno trovato la carcassa di un esemplare lungo 4 metri e dal peso di 700 chilogrammi.

La cattura e il trasporto di questa specie protetta di squalo però sono vietati dalla legge.

Per questo motivo, i militari hanno denunciato il commerciante all’ingrosso di pesce di Catania.

Squalo mako pescato col ciancolo

Qualche giorno fa, sui social network è circolata la notizia di uno squalo mako catturato con il ciancolo, un particolare tipo di rete, al largo del golfo di Catania.

Subito si è attivata l’Oipa Italia, per valutare le procedure per accertare i fatti e anche individuare la responsabilità penale per l’uccisione dell’esemplare.

Lo squalo mako infatti è una specie inserita nella lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) come ‘endangered’, cioè a rischio d’estinzione.

Massimo Comparotto, presidente Oipa, ha spiegato che si tratta dell’ennesima vittima della pesca accidentale.

Un caso in cui invece di uccidere solo pesci destinati all’alimentazione, si pescano anche mammiferi marini e specie rare in via d’estinzione.

Squalo Mako trovato in una cella frigo

Secondo quanto riferito, i carabinieri hanno perquisito il commerciante di pesce all’ingrosso durante dei controlli.

Dopo la cattura della specie protetta, i pescatori lo scorso 23 maggio avrebbero dovuto avvisare le autorità competenti per segnalare l’incidente.

La comunicazione però non è mai stata fatta, solo dei video sui social network hanno testimoniato l’episodio.

Il direttore del Museo di Storie Naturali di Comiso aveva chiesto che l’esemplare fosse consegnato dal porto di Ognina al museo.

L’obiettivo era di esporlo nella struttura come attrazione di grande interesse, ma al museo è arrivata solo la testa.

Da qui sono scattati gli accertamenti, che hanno portato al ritrovamento della carcassa e alla denuncia del commerciante.

Le specie a rischio estinzione nei nostri mari

Secondo la Lista Rossa del Mediterraneo, almeno il 53% degli squali, delle razze e delle chimere originarie del nostro mare è a rischio estinzione.

Secondo l’Oipa, la biodiversità “è gravemente minacciata e sono considerate in pericolo 49 specie”.

Tra queste ci sono il delfino comune, il capodoglio, la tartaruga Caretta caretta, anche loro spesso vittime delle reti da pesca.

Per questo motivo l’Oipa considera urgente ripensare alle politiche sulla pesca.

“Questo anche considerando che le reti fantasma, quelle abbandonate nei mari, sono spesso i killer invisibili di tartarughe, grandi pesci e cetacei”, conclude. (Fonti: AGI, ANSA)