Catania, stuprata dal branco dopo la discoteca: condannato torna un libertà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 giugno 2018 22:55 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018 23:43
Catania, liberato uno degli stupratori condannato in primo grado

Catania, stuprata dal branco dopo la discoteca: condannato torna un libertà

CATANIA – Uno dei ragazzi condannati lo scorso 23 maggio a 6 anni di carcere per aver drogato e stuprato una ragazza di 25 anni dopo una serata in discoteca a Catania è tornato in libertà.[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Emanuele Santangelo, 24 anni, è stato scarcerato dal Gup che lo aveva condannato e per lui è stato disposto l’obbligo di soggiorno. La Procura invece aveva richiesto l’utilizzo del braccialetto elettronico.

A rendere nota la decisione è il penalista, che spiega di avere basato la richiesta sulla distanza dei due paesi dove vivono il 24enne e la vittima e la necessità del suo assistito, che era incensurato e ha due figli piccoli, di lavorare per la famiglia. Per la violenza sono stati condannati anche Angelo Condorelli, 37 anni, e Agatino Sapuppo, 35. I tre erano stati arrestati dai carabinieri per avere violentato per ore la giovane, dentro un’auto, nascosti in una zona isolata, accanto al cimitero di un paesino.

La Procura aveva espresso “parere favorevole alla sostituzione della misura cautelare con quella domiciliare assistita” dal braccialetto elettronico. Per il Gup “può ritenersi che le certamenti persistenti esigenze cautelari possano essere comunque efficacemente garantite tramite il ricorso alla misura, gradatamente meno afflittiva, dell’obbligo di dimora nel suo Comune, prescrivendo il divieto di allontanamento dalla propria abitazione dalle 20.30 alle 07.00 di ogni giorno, al fine di assicurare un controllo effettivo e pregnante dei suoi comportamenti”.

I tre, che erano stati arrestati dopo i fatti da carabinieri del comando provinciale di Catania, oltre ai sei anni di reclusione ciascuno, sono stati anche condannati al pagamento delle spese legali e al risarcimento della vittima con una provvisionale da 50 mila euro. La giovane si era sentita male dopo avere bevuto un secondo drink e uno dei tre, conosciuto su Facebook, ma che aveva incontrato per caso alla festa, le aveva detto: ”Non ti preoccupare, ti accompagno io…”.

Il passaggio si è trasformato, secondo l’accusa, in un incubo: in tre l’hanno violentata per ore, dentro l’auto di lui, nascosti in una zona isolata, accanto a un cimitero di un paesino etneo. E’ stata la vittima, soccorsa da un passante che l’ha portata alla locale stazione dei carabinieri, a fornire le indicazioni necessarie alla loro identificazione e al successivo fermo del ‘branco’ eseguito da militari dell’Arma su disposizione della Procura di Catania.

Un particolare, casuale, ha permesso di stabilire con certezza chi fossero: i tre erano assieme alla 25enne quando, prima della violenza nella zona isolata, erano stati fermati e registrati a un posto di blocco delle forze dell’ordine durante un controllo della loro auto. La vittima non avrebbe segnalato alcuna situazione di allarme.