Catanzaro: in 90mila si fanno curare al pronto soccorso e non pagano il ticket

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2013 7:00 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2013 22:52

Catanzaro: in 90mila si sono fatte curare al pronto soccorso e non hanno pagato  CATANZARO – Tra il 2008 ed il 2012 novantamila persone hanno beneficiato di prestazioni di pronto soccorso in tre ospedali della provincia di Catanzaro senza pagare un solo euro di ticket. A scoprirlo è stata la Guardia di Finanza, che ha segnalato alla Procura regionale della Corte dei conti per il danno erariale che ne è derivato sei funzionari dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. I sei sono accusati, in particolare, di non avere effettuato alcun tipo di controllo sul mancato pagamento del ticket.

Gli ospedali in cui sono state effettuate le prestazioni di pronto soccorso erogate in modo gratuito, contribuendo in tal modo al deficit già pauroso che registra la sanità della Calabria, tanto da risultare tra le Regioni sottoposte a Piano di rientro, sono quelli di Lamezia Terme, Soverato e Soveria Mannelli. Il danno erariale accertato è di oltre tre milioni di euro, ma gli accertamenti della Guardia di Finanza proseguono per verificare se analoghe irregolarità si siano verificate in altri ospedali della provincia di Catanzaro ed in tutta la regione, trasformando in tal modo quelle che potrebbero sembrare ”furbizie” singole o di gruppo tra l’utenza sanitaria in un vero e proprio malcostume generalizzato.

Il lavoro a conclusione del quale il Comando provinciale di Catanzaro ha segnalato alla Corte dei conti i sei funzionari, nell’ambito di un’operazione che è stata denominata ”Free pass”, si è rivelato particolarmente complesso ed approfondito. È stata acquisita ed esaminata la documentazione relativa ad oltre 400 mila accessi ai servizi di Pronto soccorso dei tre ospedali presi in considerazione, incrociando i risultati delle verifiche con le banche dati in possesso degli stessi investigatori.

L’accertamento ha consentito così di appurare che i 90mila soggetti che non avevano pagato il ticket non avevano diritto ad alcuna forma di esenzione e quindi avrebbero dovuto pagare al cento per cento la quota per la prestazione ottenuta. Sarà adesso la Procura regionale della Corte dei conti a verificare i risultati cui è giunta la Guardia di finanza, stabilendo se contestare ai sei funzionari dell’Azienda sanitaria di Catanzaro il danno erariale derivante dal mancato controllo ed obbligarli alla restituzione dei mancati introiti subiti dal Servizio sanitario regionale. Ma gli accertamenti, a questo punto, potrebbero estendersi a macchia d’olio a tutti gli ospedali e strutture sanitarie nell’intera provincia di Catanzaro ed in tutta la regione, riservando ulteriori, clamorose sorprese.