Catanzaro, madre e figli ridotti in schiavitù in una baracca: arrestato un 52enne

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 novembre 2017 12:47 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017 12:47
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Catanzaro, madre e figli ridotti in schiavitù in una baracca: arrestato un 52enne

CATANZARO – Ha segregato per dieci anni, prima in varie case e poi in una baracca fatiscente senza luce e servizi igienici, la convivente romena sottoponendola ad ogni forma di violenza, fisica e sessuale, dalla quale sono nati due figli, di 9 e 3 anni.

I carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme hanno eseguito un fermo disposto dalla Procura nei confronti di un italiano di 52 anni, per maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata. Dalle indagini è emerso che alcune gravi lesioni provocate alla donna – anche alle parti intime e anche durante la gravidanza – erano state suturate con una lenza da pesca direttamente dall’uomo. Alla donna, inoltre, quasi sempre rinchiusa dentro la baracca e costretta per ore a subire inaudite violenze immobilizzata e legata al letto, non è stato mai consentito di avere relazioni sociali e di ricevere cure mediche neanche durante le gravidanze. L’uomo ha più volte minacciato i figli perché voleva partecipassero alle violenze.

Le indagini, svolte dai carabinieri di Gizzeria Lido, sono nate dopo un controllo, effettuato durante un servizio di prevenzione, dell’indagato, fermato a bordo un un’auto fatiscente insieme al figlio di 9 anni. L’atteggiamento dell’uomo ha insospettito i militari che hanno ritenuto opportuno svolgere ulteriori approfondimenti, visto anche la reticenza dell’indagato a fornire l’indirizzo di residenza. I carabinieri hanno così scoperto che il bambino, insieme alla sorellina di 3 anni e alla loro madre vivevano in una piccola baracca fatiscente, priva di illuminazione e di servizi, situata nelle campagne di Gizzeria.

Un ambiente angusto, insalubre, infestato da topi e insetti, con servizi igienici ricavati nei secchi della spazzatura e letti in cartone. Viste le gravissime condizioni di degrado, la donna e i due bambini sono stati immediatamente trasferiti in località protetta.

Le ulteriori indagini hanno poi portato ad accertare che la donna, già badante della precedente compagna dell’indagato poi deceduta, era segregata da circa dieci anni, prima all’interno di diversi appartamenti e poi nella baracca, venendo costretta in stato di schiavitù e a non lavarsi da oltre un anno. Molte delle violenze patite dalla donna sono avvenute alla presenza dei due minori che, talvolta, sono stati anche minacciati allo scopo farli partecipare alle brutalità.