Catanzaro, Rita Procopio e Aurelio Anania: famiglia “normale” con 16 figli

Pubblicato il 11 Giugno 2013 9:04 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 9:05

Catanzaro, Rita Procopio e Aurelio Anania: famiglia "normale" con 16 figliCATANZARO – “Una famiglia straordinariamente normale”… con sedici figli. E’ quella di Rita Procopio e Aurelio Anania, 46 e 42 anni.  Lui bidello all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, lei casalinga. Vivono a Mezza Catanzaro con i loro sette figli e otto figlie, a cui fra poco si aggiungerà il sedicesimo arrivato, anzi, la sedicesima arrivata. Si chiamerà Paola, ha annunciato Rita al Corriere della Sera.

Rita e Aurelio si soo sposati l‘8 dicembre del 1993 (festività dell’Immacolata concezione, non a casa) dopo otto anni di fidanzamento in castità. Poi via alla serie di figli: Marta, oggi 18 anni, poi Priscilla, Luca, Maria, Giacomo, Lucia, Felicita, Giuditta, Elia, Beatrice, Benedetto, Giovanni, Salvatore, Bruno fino alla piccola Domitilla, di un anno e mezzo.

A portarli a questa famiglia così grande e così diversa dalle famiglie contemporanee è stato “il frutto di un cammino di fede, del nostro itinerario neocatecumenale. Se rispondiamo alle domande di qualche giornalista è per testimoniare, nell’anno della Fede proclamato da Benedetto XVI, cosa può produrre la certezza quotidiana del Cristo risorto. Mia moglie ed io non siamo altro che gli umili amministratori di un disegno divino”.

Certo però la fede non elimina il bisogno di mangiare. Come racconta sempre Aurelio al Corriere ella Sera:

“Volete sapere quanto guadagno? 2.200 euro al mese, inclusi gli assegni familiari. C’è sempre l’aiuto della Provvidenza, sicuro, puntuale e ben tangibile. Si può scoprire, per esempio, in un arretrato imprevisto. In un sostegno che arriva da qualche parte. Sono autentici piccoli miracoli, basta saperli capire. L’uomo può anche offendere, se regala qualcosa a qualcuno. Dio non lo fa mai. E non ti costringe nemmeno a chiedere, perché si muove in anticipo sapendo delle tue necessità”.

In ogni caso, spiega il Corriere della Sera, la famiglia è perfettamente organizzata:

Al netto di tanta certezza interiore, c’è un‘organizzazione familiare perfettamente sperimentata. Ogni giorno servono circa tre chili e mezzo di pane e quattro litri di latte. E il resto? Papà Anania ride: “Per il resto viviamo di offerte speciali. Non abbiamo un supermercato di riferimento ma ci muoviamo in base ai prezzi più bassi”. Bastano i soldi per mangiare, per vestirvi? “Potrei dire che solo chi non ha fede si preoccupa di certi aspetti. Ma alla fine sì, bastano. Ha perfettamente ragione papa Francesco quando sostiene che il denaro domina il mondo. I soldi non mi danno la vita ma mi servono per vivere”. Casa Anania dispone di 110 metri quadrati, in una stanza i sette maschi, in altre due le femmine. Per mamma e papà la sveglia suona alle 6.15, dopo la colazione i grandi vanno a scuola in autobus, i piccoli accompagnati da papà con il pulmino da nove posti parcheggiato in cortile (nelle uscite di famiglia qualcuno si deve sempre infilare nell’auto di amici). Quando la casa si svuota a mamma Rita restano un lettone e sedici lettini da rifare, le lavatrici, la spesa, il pranzo da preparare nella grande cucina dove il pomeriggio si fanno i compiti. Ma nessuno soffre per la mancanza di spazio in quei 110 metri quadrati di casa. L’ultima battuta di Aurelio Anania, in attesa della piccola Paola, riguarda l’eternità: “Mi basterebbe la certezza che per noi ci fosse la stessa superficie in Paradiso…”.