Catania. Se la cattedra di storia finisce all’architetto…lo storico fa ricorso

Pubblicato il 24 luglio 2012 11:21 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2012 11:28
Università di Catania

Università di Catania

CATANIA  – Lei è laureata in Architettura, lui in Storia contemporanea. Entrambi concorrevano per una cattedra di Storia Contemporanea alla facoltà di Lingue di Ragusa, sede decentrata dell’università di Catania. Lei, Melania Nucifora, ha vinto il posto e lui, Giambattista Scirè, ha gridato al concorso truccato. La vicenda è raccontata dal Corriere della sera, che spiega come nonostante i curriculum d’eccezione di entrambi i candidati, la commissione abbia preferito la Nucifora per una docenza in storia contemporanea. Una commissione in cui il presidente, Simone Neri Serneri, ha curato due saggi dell’architetta per “semplice coincidenza”, come lui stesso ha dichiarato al Corriere.

Sciré non avrebbe preso bene la bocciatura della sua candidatura, riporta il Corriere, e si è rivolto al Tar di Catania, che ha parzialmente accolto il ricorso prima di congelarlo. Il Corriere riporta inoltre come il caso non sia passato inosservato agli occhi del deputato del Pd, Paolo Corsini, che ha presentato un’interrogazione a Francesco Profumo, il ministro della Pubblica Istruzione.

Il Corriere riporta le parole dell’interrogazione che Corsini ha depositato a Montecitorio: “La commissione si è discostata dai criteri frequentemente usati all’interno dello stesso settore disciplinare, soprattutto perché avrebbe abbassato di quattro punti (invece di sette) il punteggio massimo attribuito al titolo di dottore di ricerca (quello conseguito da Scirè, Nucifora invece ne è sprovvista) e aumentando a venti punti (anziché dieci) il punteggio massimo attribuito a ciascuna monografia (favorendo così la Nucifora). Al contrario Scirè veniva penalizzato di circa 40 punti, riguardo al punteggio (eventuale) di 110 punti derivante dalle sue pubblicazioni (perché autore di quattro volumi con case editrici di rilevanza nazionale) – e si chiede – . La commissione aveva stabilito in precedenza che il punteggio massimo da attribuire alle pubblicazioni era di 70 punti”.