Cei. Si moltiplicano i matrimoni misti, gettonatissime le romene

Pubblicato il 3 Marzo 2010 - 13:15 OLTRE 6 MESI FA

In Italia il detto: “Moglie e buoi dei paesi tuoi”, non è più tanto seguito. Negli ultimi 10 anni, dal 1998 al 2008, il numero dei matrimoni civili tra stranieri e italiani si è più che triplicato: nel 1998 erano il 3 per cento del totale delle celebrazioni civili mentre oggi sono il 10 per cento del totale dei matrimoni. I dati emergono da una ricerca promossa dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei in collaborazione con il Cadr.

Ad essere fortemente incrementati sono i matrimoni interconfessionali (quelli cioè tra coniugi cristiani di diverse confessioni) mentre rimangono pressoché stabili se non lievemente diminuiti i matrimoni interreligiosi. Nel 1999 i matrimoni interconfessionali erano stati 553 mentre nel 2008 sono saliti a 911.

I matrimoni interreligiosi sono passati invece da 121 nel 1999 a 115 nel 2008. E’ ovviamente Roma, per grandezza della metropoli, la diocesi che appare al primo posto della classifica per numero di matrimoni interconfessionali (tra le 94 diocesi rispondenti ai questionari, tra le quali manca però la città di Milano). Dalla ricerca emerge anche che sono fortemente aumentati in questi 10 anni, i matrimoni tra cattolici e ortodossi: se nel 1999 erano il 35,9% dei matrimoni interconfessionali, nel 2008 sono diventati il 63,6%. Il trend è segno della crescita dei flussi migratori provenienti dall’Est europeo.

Dai matrimoni interconfessionali risulta anche che la maggioranza dei partner di altra confessione è donna, 5.012 contro i 2.404 uomini, “segno anche questo – sottolineata la curatrice della ricerca – della crescita dell’immigrazione al femminile”. E’ la Romania il Paese da cui provengono la maggioranza dei partner di altra confessione che convogliano a nozze con italiani. Se il fenomeno dei matrimoni “misti” è in crescita, non altrettanto lo è la pastorale mirata a questi casi. Dalla ricerca – sottolinea la curatrice – risulta che delle 94 diocesi prese in esame, solo 3 prevedono un itinerario prestabilito di preparazione al matrimonio e solo 4 un itinerario di accompagnamento dei coniugi dopo il matrimonio.