A Celleno la “gara dello sputo del nocciolo di ciliegia”: quest’anno senza pubblico per via del Covid

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2020 11:41 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2020 11:44

A Celleno la “gara dello sputo del nocciolo di ciliegia”. Nella foto Facebook Mauro Chiavarino. E’ suo il record stabilito nel 2018

ROMA – A Celleno in provincia di Viterbo si è svolta anche quest’anno la “gara dello sputo del nocciolo di ciliegia” malgrado il coronavirus.

La competizione è davvero unica e consiste nello sputare il più lontano possibile il nocciolo della ciliegia. 

La competizione viene organizzata in questo borgo che sorge nella Tuscia tra il lago di Bolsena e l’oasi naturalistica di Alviano, a venti chilometri a nord di Viterbo, nell’ambito della Festa delle cerase.

Essendo la saliva veicolo di contagio, quest’anno la gara che si è svolta sabato 13 giugno, è stata diversa rispetto alle scorse edizioni.

La piattaforma da cui si sputa è lo “sputodromo”: serve ai concorrenti per mettere in funzione i muscoli mandibolari con cui si lancia il più lontano possibile il nocciolo.

Quest’anno, lo “sputodromo” non era allestito nella piazza del paese ma in aperta campagna e con ampio distanziamento tra i concorrenti.

“Gara dello sputo del nocciolo di ciliegia”: nel 2018 il record di 22,8 metri

Il record è stato raggiunto nel 2018 con un lancio di ben 22.8 metri.

A vincere fu Mauro Chiavarino. Nessuno è riuscito a battere il suo record. Nel 2019, Flavio Pizzo ha sputato a “solo” 16,40 metri di distanza.

Quest’anno, malgrado le goccioline nell’aria inevitabilmente rilasciate, la gara organizzata nell’ambito della 24a edizione della Festa delle cerase, si è regolarmente disputata.

Per rispettare le norme anti-Covid, come ha spiegato su Facebook il sindaco di Celleno, Marco Bianchi, la gara si è svolta “con modalità inedite (…) n una località di campagna, senza pubblico e con ampio distanziamento tra i partecipanti”.

A bordo gara c’erano anche giudici-arbitro per evitare contestazioni tra i partecipanti (fonte: Corriere della Sera, FanPage, Facebook).