La cena delle beffe di Gianpi con i vip di Finmeccanica. Torta da 1 mld

Pubblicato il 20 Settembre 2011 10:09 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2011 10:37

Gianpaolo Tarantini (Lapresse)

BARI – Un nuovo canale per fare affari, un appiglio su Finmeccanica, un progetto per mettere le mani su dodici appalti importanti. Le ambizioni imprenditoriali di Gianpaolo Tarantini erano alte, così prova a corteggiare i manager di Finmeccanica e a cercare una sponda nel presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per una torta da un miliardo di euro.

Da un lato il premier al telefono gli promette di parlare con il presidente Pierfrancesco Guarguaglini in una chiamata del 5 dicembre 2008 (anche se Guarguaglini dice: “Risposi che non potevo aiutarlo quando mi chiamò. Mai sentito parlare di Tarantini”).

L’intervento del premier sarebbe servito per favorire l’ingresso dell’imprenditore barese Enrico Intini e di Gianpaolo Tarantini in una società in fase di costituzione, la Sel Proc, alla quale sarebbero stati destinati ”circa 280 milioni di euro” stanziati dal Governo.

Una società alla quale ”sembra essere interessato – si legge negli atti dell’inchiesta di Bari – anche Paolo Berlusconi”, per una quota del 10%. Secondo gli investigatori, proprio ”la discesa in campo del ‘fratello’ (di Silvio Berlusconi), doveva far fugare i timori manifestati da Tarantini di una sua possibile esclusione dal progetto imprenditoriale”, dopo che non era riuscito ad entrare nella ”short-list” per i grandi appalti della Protezione civile.

Sarebbe stato proprio Guido Bertolaso, a quel punto, affermano i pm di Bari, a ”dirottare il neonato comitato d’affari Intinini-Tarantini sul Gruppo Finmeccanica”. Del ”plausibile coinvolgimento di Paolo Berlusconi nell’affare portato avanti da Intini-Tarantini in Finmeccanica”, gli investigatori trovano vari riscontri: compresa una telefonata tra Gianpi e la moglie Nicla: ”Amo’ – le dice Tarantini – ho una cosa da fare! Sì, ma non con lui, con il fratello”.

Dall’altro lato c’è Tarantini che il 29 aprile 2009 organizza una cena nella sua casa romana ”cui intervenivano” i dirigenti di Finmeccanica ”Salvatore Metrangolo (dimessosi) e Lorenzo Borgogni, quest’ultimo direttore centrale relazioni esterne.

Per intrattenere i suoi ospiti Tarantini “reclutava” le ragazze Barbara Guerra, Fadoua Sebbar e Letizia Filippi, ”la cui disponibilità a concedere favori sessuali in cambio di utilità era ormai testata”, si legge negli atti dell’inchiesta.

Alla cena intervennero – è scritto negli atti – anche Paolo Berlusconi, fratello del premier, con un suo amico, e Micaela Ottomano, ”segretaria particolare dell’allora sottosegretario Paolo Romani”, ora ministro dello Sviluppo economico.

Il giorno dopo la cena, Tarantini e la Ottomano parlano al telefono per commentare la serata precedente soffermandosi, tra le altre cose, ”sulla spesa che Gianpaolo aveva dovuto sostenere per reclutare le due ragazze (Guerra e Sebbar) che avevano intrattenuto i due dirigenti di Finmeccanica.

Questo uno stralcio della conversazione intercettata tra Ottomano (O) e Tarantini (T):

O: ”ma pure loro sono brave ragazze, cioè brave nel senso, non erano vipere”

T: ”…noo”

O: ”no quei due della Finmeccanica, eh?”

T: ”… (incomprensibile, ndr)… puttane”

O: ”si, vabbe’ e certo che sono due puttanone, ma si vede, che scherzi? Pero’ erano meno arpie dei quella Letizia”

T: ”ah, si” O: ”quella là era più… mo ti è costato altri duemila?”

T: ”nooo” O: ”Che sei generoso, chissà che gli hai dato, sii…”

In cambio della serata Tarantini – annota la Gdf – promette a Guerra mille euro, alla Filippi 500 euro (per comprare un paio di scarpe ”bellissime”) e alla Sebbar (che già due mesi prima aveva ricevuto mille euro per prostituirsi con Metrangolo) del danaro non quantificato.

Però le mire di Gianpi sbattono contro il ciclone Patrizia D’Addario nel maggio del 2009. Per usare le parole dello stesso Tarantini:  “la D’Addario mi ha rovinato la vita, ha distrutto il mio rapporto con il presidente Berlusconi, mi ha distrutto economicamente”.