Scuola, niente soldi per comprare un crocifisso: benefattore di Cengia (Venezia) ripara ai tagli della Gelmini

Pubblicato il 24 maggio 2010 13:31 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2010 13:31

I tagli alla scuola introdotti dalla riforma Gelmini non colpiscono solo insegnanti e bambini, con una riduzione di posti e delle classi a tempo pieno, ma anche i crocifissi. Le casse degli istituti sono vuote, e di soldi per comprare i simboli religiosi da appendere alle pareti delle aule non ce ne sono. Almeno nell’Istituto Comprensivo “Marconi” di Cengia, nel veneziano, dove per rimpiazzare tre crocifissi che non c’erano più è dovuto intervenire un benefattore.

La vicenda è partita da un’interrogazione di un consigliere comunale di “Impegno e partecipazione” che ha chiesto spiegazioni sulla mancata esposizione del crocifisso in tre classi. L’assessore all’Istruzione Carla Trevisan ha girato il quesito alla preside che ha spiegato la drammatica situazione delle ristrettezze economiche. Ma in soccorso della scuola è arrivato un anonimo benefattore che ha donato i tre crocifissi, risolvendo la situazione. Nella risposta all’interrogazione però, come riporta il Gazzettino, l’assessore ha sottolineato che la scuola sta vivendo una situazione difficile in seguito ai “tagli” introdotti dalla riforma Gelmini e al mancato trasferimento dei fondi minimi ministeriali.