Cenone al veleno in tavola. La guida per evitarlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2014 13:14 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2014 13:36
Cenone al veleno in tavola. La guida per evitarlo

Cenone al veleno in tavola. La guida per evitarlo

ROMA – A Natale l’industria del falso realizza gli affari più alti, soprattutto nel settore agroalimentare. Champagne falso, pesce avariato e sbiancato con la calce, agnelli importati dalla Polonia e dall’Albania, formaggio prodotto in Lituania e spacciato per provolone made in Italy. L’agroalimentare-tarocco è un’affare da oltre 50 miliardi l’anno con camorra e mafia alleate per controllare i mercati italiani. Lo chiamano “Effetto Natale”, come spiega Antonio Corbo del Venerdì: i prezzi nei mercati aumentano non per leggi di economia ma semplicemente perché aumenta il pizzo. E diminuiscono i controlli. Dall’antipasto al pesce ecco tutti i falsi in tavola.

Capitolo pesce. È una polverina speciale e bianca ad ingannarci. Lo spiega un anonimo grossista campano: “Questa polverina viene sparsa sui gamberetti direttamente sui pescherecci a largo dell’Argentina, della Tunisia, della Grecia e della Francia”. Una volta congelati, grazie a questa polverina, si evita che sotto la testa dei gamberetti compaia una inquietante macchia blu. Scongelati, i gamberetti vengono venduti a 70-80 euro al chilo. E l’affare è fatto. Anguille e capitoni spacciati di Comacchio e che in realtà di Comacchio non sono ma greci. E in alcuni casi vengono nutriti con derivati del petrolio. A Udine i Nas hanno scoperto allevamenti abusivi di Trote. A Napoli il merluzzo essiccato veniva pulito in acqua non potabile e sbiancato con calce per l’edilizia.

Champagne. Come il denaro anche lo Champagne viene falsificato. Dietro l’industria dello champagne falso c’è un vero e proprio piano industriale, scritto e approvato con un anno d’anticipo. Falsificati anche i tappi. Un centro di falsari di Champagne è stato scoperto in Campania dove imitavano Moët & Chandon e Veuve. Nella zona dei Castelli Romani invece imitavano le etichette. Falsi da esportazione venduti anche in Inghilterra e Spagna.

Le uova nere. Prodotto tipico della cucina cinese, in Europa sono vietate. Almeno in teoria. Trattate per tre mesi in acqua, carbone, sale e ossido di calcio queste misteriose uova nere vengono stoccate in Ungheria e importate clandestinamente in Italia.

Settore carne. Importati congelati da Polonia, Albania e Grecia gli Agnelli vengono poi distribuiti e spacciati come freschi in Campania e Lazio. Il macellaio se onesto compra l’agnello a 5 euro al chilo, se disonesto lo compra dalla Grecia o dall’Ungheria a 2 euro. E l’agnello è già morto.

Eviscerate e congelate anche le anatre vengono spacciate per fresche e italiane. In realtà sono scongelate, male e ungheresi. Formaggio. Provolone, caciotta e pecorino spacciati per formaggi italiani e invece prodotti, confezionati ed etichettati in Lituania. Molti di questi formaggi italo-lituani sono stati sequestrati ad Agerola, in provincia di Napoli. Non poteva mancare la mozzarella. A Salerno sono stati scoperti vaccini fuorilegge e farmaci coreani per coprire le tracce di brucellosi e salvare le mandrie.