Cervinia traccia la pista. Code in seggiovia ma… per sciare evitare le telecamere, non il contagio

di Lucio Fero
Pubblicato il 9 Dicembre 2020 12:09 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2020 12:46
Cervinia traccia la pista. Code in seggiovia ma... per sciare evitare le telecamere, non il contagio

Cervinia traccia la pista. Code in seggiovia ma… per sciare evitare le telecamere, non il contagio (Foto Ansa)

Cervinia, 3 dicembre, Val d’Aosta, Zona Rossa. Ai piedi della seggiovia cui sono in attesa almeno trecento persone. Telecamera le inquadra. Cervinia 48 ore dopo: telecamera inquadra ancora ma nelle immagini la gente in fila non c’è più. Qualcuno deve essersi accorto che si vedeva qualcosa di troppo.

Eliminare la gente in fila o le immagini della gente in fila?

Qualcuno in quelle 48 ore (lo raccontano Corriere della Sera, Stampa, tutti, lo raccontano le immagini e la loro sequenza) deve essersi trovato di fronte a un bivio: eliminare le centinaia di persone in coda e in mucchio alla seggiovia o eliminare le immagini delle persone in fila e in mucchio? La scelta appare realizzata nelle immagini che da allora in poi si possono ammirare della base impianti di risalita: gente non c’è più. E’ stata allontanata? No, è stata “pixellata”. Pixellata, sbianchettata, cancellata con la gomma a seconda delle tecnologie antiche o moderne. Comunque sempre la stessa operazione: rimuovere dalle foto e immagini della realtà quel che fa scomodo. Anzi fa, secondo chi pixella, sbianchetta e rimuove, danno.

Obiettivo sciare, quindi evitare telecamere

Prima sciare…e per sciare tranquilli senza social e magari Tg che vengono a rompere le scatole, primo evitare le telecamere. O renderle inoffensive, non moleste e non dannose al primo obiettivo. L’ostacolo allo sci sereno e libero è la telecamera, non il contagio. Cervinia traccia la pista in questo slalom ad evitare di incappare in una regola anti contagio, traccia la pista evita paletti e mostra un percorso di veloce discesa libera verso il soddisfacimento della voglia di sciare e verso la voglia di lavoro e affari del mondo sci, discesa libera da ogni responsabilità verso la collettività.

Ma non è una discesa libera isolata ed esclusivamente made in Cervinia. Era ovvio ci si arrivasse. E probabilmente ci si è arrivati chissà in quanti altri luoghi prima ancora che qualcuno facesse caso alla telecamera di Cervinia diventata mezza orba.

Tutti insieme, dove è il problema? Il problema è se ci vedono.

Ampi strati della comunità sociale chiamata Italia hanno mostrato e mostrano di essere riassumibili nella formula: il problema è se ci vedono. Non solo i ragazzini dati sempre per essere loro e solo loro. Non solo i gaudenti e goderecci ad ogni costo e a dispetto del prossimo. No, c’è ben altro dentro lo scatolone sociale del “il problema è se ci vedono”. Un intero ceto politico e amministrativo, quello delle Regioni, gioca da mesi a non far vedere: il problema non è il contagio ma il colore della Zona assegnato. E in segmenti e settori produttivi e commerciali vasta è l’idea del dobbiamo sopravvivere e quindi se per sopravvivere, meglio non far vedere…

Non tutti, non i più, ma una vasta minoranza oscura o “pixella” ciascuno a suo modo la sua telecamera. A Cervinia hanno poi detto che i trecento e passa in fila serrata erano tutti atleti che si allenavano, atleti autorizzati a sciare. Trecento? Anche seicento hanno detto. In effetti mica solo a Cervinia, in tutta Italia se vuoi praticare sport pericoloso per il contagio diventi praticante agonistico e vai dove andavi prima e fai quello che facevi prima. Atleti liberi di andare piscina, palestra, pista? Moltiplicazione di atleti.

Quanto alla telecamera, a Cervinia hanno detto che era stata spenta dal vento che la faceva oscillare. Ma la telecamera non sembra proprio sia stata spenta da nessuno e da niente. Solo addomesticata, non spenta. E allora da Cervinia hanno detto come la pensano davvero, hanno detto di vedere “voglia di pescare nel torbido” da parte di chi si impiccia di file, assembramenti, piste e impianti di risalita. E cosa c’è di più “torbido” di domandare: scusi, se impianti chiusi allo sci perché tutta quella gente in fila al mattino? (Fonte La Stampa)