Cesare Battisti, la Corte d’Assise conferma l’ergastolo. Ma potrà chiedere permessi premio tra tre anni e mezzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2019 11:15 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2019 11:49
Cesare Battisti, la Corte d'Assise conferma l'ergastolo (foto Ansa)

Cesare Battisti, la Corte d’Assise conferma l’ergastolo (foto Ansa)

ROMA – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la pena definitiva dell’ergastolo per Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac, condannato per quattro omicidi commessi alla fine degli anni ’70 e arrestato dopo 37 anni di latitanza lo scorso gennaio in Bolivia. I giudici hanno respinto la richiesta della difesa di Battisti di commutare la pena del carcere a vita in 30 anni, che al netto del ‘presofferto’, ammonterebbe a poco più di 20 anni e 7 mesi.

La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha stabilito anche che la pena nel suo caso non è ostativa alla richiesta di benefici. Da quanto si è saputo, avendo già scontato come ‘presofferto’ 6 anni e mezzo circa, l’ex terrorista dei Pac potrà richiedere benefici, come i permessi premio, già tra 3 anni e mezzo circa dopo che avrà scontato complessivamente dunque 10 anni di carcere. 

Nel loro provvedimento, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Milano respingono la tesi della difesa di Cesare Battisti di applicare all’ex terrorista la legge brasiliana, che non prevede la pena dell’ergastolo, invece di quella boliviana. “Non risponde al vero, quanto sostenuto dalla difesa nel corso della discussione – si legge nel documento – che la decisione delle autorità boliviane di consegnarlo ai funzionari dell’Interpol per il trasferimento in Italia sarebbe stata presa solo in un momento successivo rispetto all’emissione del provvedimento di espulsione e che l’interessato avrebbe dovuto essere invece consegnato agli agenti della polizia federale brasiliana, giunti a prenderlo con un aereo per l’accompagnamento in Brasile”.

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Fonte: Agi, Ansa.

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