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Chiara Appendino condannata per i fatti di piazza San Carlo: un anno e sei mesi al sindaco di Torino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2021 15:33 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2021 15:33
Chiara Appendino condannata piazza San Carlo

Chiara Appendino condannata per i fatti di piazza San Carlo: un anno e sei mesi al sindaco di Torino (foto ANSA)

Chiara Appendino, sindaco di Torino, è stata condannata ad un anno e sei mesi nel processo con rito abbreviato per i fatti di piazza San Carlo. Il processo si riferisce ai fatti del 3 giugno 2017, quando un’ondata di panico tra la folla che stava assistendo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, causò il ferimento di oltre 1.600 persone e la morte di Erika Pioletti e Marisa Amato.

Hanno ricevuto la stessa condanna l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, l’allora questore Angelo Sanna, l’ex presidente di Turismo Torino (l’agenzia che prese in carico la creazione dell’evento) Maurizio Montagnese, ed Enrico Bertoletti, professionista che si occupò di parte della progettazione. 

Un sesto imputato, Danilo Bessone, esponente di Turismo Torino, ha chiesto e ottenuto di patteggiare un anno e sei mesi. Tutti hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena. Le accuse mosse dalla procura erano disastro, lesioni e omicidio colposo.

Articolo aggiornato alle ore 15:33.

Chiara Appendino: “C’è amarezza, ma ho fiducia di far valere le mie tesi”

Chiara Appendino dice di provare “amarezza” in un lungo post su Facebook dove commenta la condanna per i fatti di piazza San Carlo. La Appendino sottolinea di non avere intenzione di sottrarsi alle responsabilità, ma “è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto – folle – di una banda di rapinatori”, aggiunge sostenendo che sul “difficile ruolo dei sindaci forse andrebbe aperta una sana discussione”.

Conclude dicendosi “fiduciosa di riuscire a far valere le nostre tesi nei prossimi gradi di giudizio”.

Il processo per i fatti di Piazza San Carlo

Per l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Pacileo, la manifestazione fu organizzata male e troppo in fretta. Le difese hanno invece replicato che era impossibile prevedere ed evitare il panico collettivo.

Dalle indagini emerse che a causare l’ondata di panico fu una gang, poi sgominata dagli investigatori, che compiva rapine tra gli spettatori in piazza usando spray urticanti. Secondo il pm Pacileo la sindaca Appendino, in particolare, “non ebbe solo un ruolo politico ma anche gestionale”.