Chiara Appendino ricattata? L’ex portavoce Luca Pasquaretta indagato: “Voleva nuovo lavoro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2019 11:46 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2019 12:03
Chiara Appendino ricattata? L'ex portavoce Luca Pasquaretta indagato: "Voleva nuovo lavoro"

Chiara Appendino ricattata? L’ex portavoce Luca Pasquaretta indagato: “Voleva nuovo lavoro”

TORINO – E’ accusato di aver ricattato la sindaca M5s di Torino, Chiara Appendino, di cui per più di due anni era stato il fidato braccio destro. Per questo Luca Pasquaretta, ex portavoce della prima cittadina e oggi nello staff del viceministro all’Economia Laura Castelli, è stato raggiunto da un avviso di garanzia. 

Pasquaretta, la scorsa estate, era stato costretto a lasciare il Comune di Torino, sull’onda dello scandalo della consulenza per una prestazione alla Fondazione del Salone del Libro. La Procura di Torino, che per la consulenza già gli contesta il reato di peculato, lo accusa ora di estorsione, ma anche di traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. I carabinieri ieri primo febbraio gli hanno perquisito casa, sequestrandogli cellulare e computer.

I fatti contestati dal pm Gianfranco Colace, lo stesso dell’inchiesta sulla consulenza da 5 mila euro, soldi poi restituiti, sarebbero successivi all’addio di Pasquaretta. Per l’accusa, Pasquaretta avrebbe minacciato la sindaca Appendino, parte lesa nella vicenda, se non lo avesse aiutato a trovare un nuovo lavoro.

Ottavia Giustetti riporta su Repubblica, il resoconto della giornata giudiziaria di ieri

Le pressioni e la minaccia di mettere Chiara Appendino in difficoltà politica, scrive Giustetti su Repubblica in prima pagina, sarebbero durate molto tempo. « Devi sistemarmi » le diceva Luca Pasquaretta, dopo aver accettato di dimettersi dallo staff della sindaca di Torino per tutelare la giunta dall’ennesimo scandalo. Un vero ricatto, secondo i magistrati. Pasquaretta infatti si sarebbe tranquillizzato solo dopo essere entrato nello staff della sottosegretaria grillina all’Economia, Laura Castelli.
Pittbull o bodyguard, il capo ufficio stampa si è guadagnato nel tempo nomignoli e soprannomi dovuti anche alla sua irruenza. Dalla fine della campagna elettorale e per i primi due anni del mandato, Appendino non si è mai allontanata dalla sua ombra. Era una sorta di factotum e l’aveva protetta dall’impatto mediatico delle numerose inchieste che avevano travolto la giunta: dalla notte della tragedia in piazza San Carlo per la finale di Champions della Juventus, fino alle dimissioni del capo di gabinetto, Paolo Giordana, intercettato mentre chiedeva al presidente dell’azienda trasporti di cancellare la multa di un amico pizzicato senza biglietto.
Ma il 2018 è l’anno della svolta. L’opposizione denuncia che Pasquaretta è stato pagato per una consulenza per il Salone del Libro, ma dalle timbrature di Palazzo Civico risulta sempre in servizio nello staff anche nei giorni di Librolandia. Appendino viene messa all’angolo e, dopo un paio di mesi sofferti, gli chiede di fare un passo indietro. Il pm Gianfranco Colace, che intanto aveva aperto un’inchiesta per peculato nei confronti del capo ufficio stampa, registra le sue conversazioni nei giorni di massima tensione.
Venerdì 1 febbraio le accuse sono diventate ufficiali. Gli investigatori si sono presentati con il mandato di perquisizione di case, uffici e automobili. Hanno sequestrato documenti e e-mail che riguardano gli episodi sospetti. Sull’avviso di garanzia per Luca Pasquaretta l’accusa è di estorsione per le pressioni di quei mesi su Appendino. Ma anche di peculato per la consulenza del Salone, turbativa d’asta per un altro incarico ottenuto in Basilicata dopo aver lasciato il Comune di Torino, e illecito traffico di influenze per aver aiutato un amico, gestore di un palazzetto dello sport, a ottenere un cambio di destinazione d’uso.
In effetti, l’ex bodyguard della sindaca non è mai del tutto scomparso da Torino. Nell’ambiente dei media si sono inseguiti gossip su possibili nuovi incarichi. Durante l’ultima edizione di Slow Food è comparso al fianco dell’europarlamentare, Tiziana Beghin. « È solo una consulenza » , ha detto. Ma la grillina ha smentito il rapporto di lavoro. Fino all’approdo a Roma, a fine 2018, nello staff di Laura Castelli.

Pasquaretta, giornalista 41enne di origini lucane con un passato da cronista sportivo al seguito della Juventus, di cui è anche un grande tifoso, risulta indagato anche per il maxischermo allestito a Parco Dora in occasione della finale Champions Juventus-Real Madrid del 3 giugno 2017, la stessa sera della tragedia di piazza San Carlo. Apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni le accuse per le quali i magistrati hanno chiesto la citazione in giudizio.

Ora ha dovuto cambiare pure avvocato difensore. I legali dello studio Chiusano che lo hanno assistito finora hanno ravvisato ragioni di “incompatibilità” e, quando hanno ricevuto il provvedimento, non hanno preso l’incarico. Anche la Appendino, infatti, è seguita dallo studio Chiusano e, in particolare, dall’avvocato Luigi Chiappero, per altre vicende giudiziarie (una delle quali riguarda i fatti di piazza San Carlo).