Chiara Bariffi “è stata uccisa, non fu un incidente”. In un romanzo il giallo del lago di Como

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 12:25 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 12:26
Chiara Bariffi "è stata uccisa, non fu un incidente". Il romanzo sul giallo del lago di Como

Chiara Bariffi “è stata uccisa, non fu un incidente”. In un romanzo il giallo del lago di Como (Foto Chi l’ha visto?)

LECCO – “Chiara Bariffi è stata uccisa, non fu un incidente”. A sostenerlo in un romanzo appena pubblicato è Enrico Magni, psicologo e criminologo, che ha trascorso gli ultimi 10 anni a cercare di ricostruire, attraverso gli atti giudiziari, il giallo della ragazza morta nel lago di Como. 

Chiara Bariffi scomparve nel nulla il 30 novembre del 2002. Stava tornando a casa dopo una serata con gli amici, quando la sua auto finì nel lago mentre percorreva il tratto di strada che collega Dervio a Bellano.

I genitori, disperati, cercarono in tutta Italia le tracce della giovane figlia fino a che, tre anni dopo, l’intervento di una sensitiva si rivelò risolutivo: la macchina con all’interno il corpo di Chiara sul sedile posteriore fu recuperata dal fondo del lago di Como.

A processo per omicidio finì un caro amico di Chiara, l’ultimo ad averla vista viva quella tragica sera. Dopo 583 giorni in carcere, fu assolto su richiesta dello stesso pm. 

Il libro di Enrico Magni, psicologo di Chiara

Nel libro “Omicidio irrisolto”, Enrico Magni prova a ricostruire i punti oscuri della vicenda in forma di romanzo. I nomi sono di fantasia, Chiara diventa Mary, ma i luoghi e i personaggi sono gli stessi.

Magni, che era anche il medico di Chiara, finita in cura per un disagio psichico dopo un anno trascorso a Londra, sostiene che siano stati commessi errori tra le indagini e il processo.

“Alcune testimonianze non sono state ritenute attendibili – dice al Corriere della Sera –  e sono state smontate con una serie di perizie che però, come cerco di dimostrare nel libro, partono da presupposti sbagliati”.

Chiara Bariffi, come è morta

Chiara, spiega, stordita da un cocktail di alcol, droga e psicofarmaci, sarebbe stata gettata nel lago da qualcuno, che forse la credeva già morta.

“Qualcuno ha visto – afferma sempre al Corriere Magni –  non è stato creduto. E anche il punto dove è stata trovata è noto tra la gente del posto come cimitero delle auto”.

“Non è un caso se è stato scelto proprio quel luogo – conclude – Io non so cosa sia accaduto quella notte, ma credo sia arrivato il momento delle risposte”. (Fonte: Corriere)