Chiaravalle, pallonata sulla bacheca Cgil. “Sono stati i fascisti”, ma era solo un bambino

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 settembre 2018 11:16 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2018 11:16
Chiaravalle, pallonata sulla bacheca Cgil. "Sono stati i fascisti", ma era solo un bambino

Chiaravalle, pallonata sulla bacheca Cgil. “Sono stati i fascisti”, ma era solo un bambino

ANCONA – Piccolo qui pro quo a Chiaravalle, dove la bacheca della Cgil con il manifesto della campagna “Mai più fascismi” è finita in frantumi. Tanto è bastato per gridare al “raid squadrista”, con tanto di bagarre politica e comunicati solidali. Ma in poche ore tutto è stato smentito dalla stessa Cgil e dal sindaco Damiano Costantini: a tirare la pallonata “vandalica” è stato un bambino che giocava in piazza Risorgimento con gli amici.[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz clicca quiCronaca Oggi, clicca qui]

A denunciare il fatto era stato l’ex vicesindaco Antonio Moscatelli. Subito è intervenuta l‘Anpi, seguita a ruota da Rifondazione Comunista che ha parlato di “gesto sicuramente voluto visto che nessun’altra delle bacheche vicine ha subito alcun danno”. E poi il Psi che denuncia un “attacco alla democrazia, al libero pensiero e alla libertà”.

Insomma è bastato un attimo a far montare una gigantesca retorica antifascista. A spegnere gli entusiasmi ci ha pensato il sindaco Costantini richiamando quanti si erano lasciati andare a “futili polemiche e allarmi”. “La fretta, soprattutto nel giudizio (oltre che nel calciare palloni) è cattiva consigliera – ha bacchettato il primo cittadino –  L’urgenza di denunciare serpeggianti e violenti fascismi ha fatto dimenticare agli autori che i fatti vanno prima verificati e poi commentati”.

Stando a quanto riferito da Costantini il papà del baby calciatore si sarebbe già fatto avanti, disposto a ripagare il danno. “L’antifascismo è un valore sancito nella nostra Carta Costituzionale che va perseguito attraverso l’educazione e la consapevolezza e non va sbandierato o (peggio ancora) cavalcato per ottenere visibilità e consenso – ha concluso il sindaco – Per fare in modo che Chiaravalle sia sempre migliore servono educazione, rispetto e responsabilità, così come ha dimostrato il papà di questo bambino”.