Cronaca Italia

Chiesa contro genitori-ultrà: “Troppa aggressività sugli spalti”

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Chiesa contro genitori-ultrà: “Troppa aggressività sugli spalti”

ROMA – I genitori sono spesso i primi fan dei figli che praticano sport, ma ancor più spesso sorpassano il limite che da tifosi li trasforma in violenti ultrà. A scendere in campo contro questa categoria di genitori, ritenuti troppo aggressivi tra gli spalti, è la chiesa. La diocesi di Novara infatti ha deciso di lanciare un corso rivolto a papà, allenatori e anche mamme dei ragazzi che praticano sport proprio per evitare il fenomeno sempre più crescente dei genitori-ultrà.

Filippo Massara su La Stampa scrive che la diocesi di Novara ha deciso di organizzare un percorso di formazione proprio per dirigenti, allenatori e famiglie che si occupano del rapporto tra i ragazzi e lo sport, non solo il calcio ma anche per le altre discipline, soprattutto per promuovere comportamenti meno aggressivi sugli spalti e in campo:

“L’idea si basa su un principio: no all’allontanamento dei genitori dai campi. «I papà e le mamme sono sempre una risorsa educativa – premette don Franco Finocchio, responsabile della pastorale dello sport – e per questo non vanno esclusi. Diventano un problema quando manifestano delle aspettative eccessive sulle abilità dei propri figli, quindi rischiano di esagerare e violare la cultura dello sport. Noi non dobbiamo pensare a crescere professionisti, ma persone con valori positivi e che sappiano come comportarsi nella nostra società. Chiediamo quindi un patto con gli adulti e non uno scontro».

Il programma propone allora di istituire una consulta per la pastorale sportiva. Tre i referenti: don Franco, il vice parroco di Trecate e referente per il Centro sportivo italiano (Csi) novarese don Mauro Baldi, il vice parroco di Intra e referente per il Vco don Riccardo Cavallazzi. «Pensiamo di poter dare il nostro contributo – prosegue don Franco -. Si parla spesso del calcio, ma un po’ in tutti gli sport si può diffondere una maggiore educazione. Non ci vogliamo quindi soffermare sull’attività da praticare, ma soprattutto riflettere con chi ha la grande responsabilità di governare una società dilettantistica. Ormai la formazione tecnica non è più sufficiente»”.

L’iniziativa nasce dagli appelli di Papa Francesco che chiede alla Chiesa di riconnettersi con i fedeli e con la loro quotidianità e così la diocesi ha deciso di scendere in campo per risolvere un problema, quello dell’aggressività eccessiva sugli spalti, che interessa sempre di più il territorio:

“La proposta si sta diffondendo tra le unità pastorali, incaricate di suggerire le possibili società interessate. I dirigenti possono quindi rivolgersi al parroco del proprio territorio per saperne di più o entrare in contatto con l’ufficio pastorale giovanile. In alternativa si può scrivere direttamente a don Franco all’indirizzo mail [email protected]”.

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