Chieti: donna detenuta per stalking ma ha il Parkinson. La radicale Bernardini chiede la scarcerazione

Pubblicato il 22 Giugno 2010 13:58 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2010 13:58

L'esponente radicale Rita Bernardini

È stata la prima donna in Abruzzo condannata per stalking. Natascia, di lei si sa solo il nome, si è ammalata di Parkinson e ora la deputata radicale Rita Bernardini ha chiesto la sua scarcerazione. La donna è stata condannata a sei mesi di clinica psichiatrica perché ritenuta socialmente pericolosa. Appena la condanna diventerà definitiva, dovrà scontare un anno e sei mesi di detenzione in carcere. L’esponente radicale ha presentato un’interrogazione al ministro Alfano dove chiede di fare luce sul caso. Secondo lo psichiatra che l’ha avuta in cura, la donna non sarebbe pericolosa e i medici di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, dove la donna si trova attualmente, hanno fatto sapere di non essere in grado di prestarle le cure necessarie per il morbo di Parkinson.

La donna è stata condannata dopo aver inviato sms minacciosi a un suo ex fidanzato, che sostiene di essere stato picchiato da Natascia. Viene quindi arrestata e carcerata per tre mesi a Castrogno di Teramo. Dopo le proteste del padre, Natascia viene trasferita nella struttura sanitaria di Villa Serena, perché affetta da presunti disturbi di personalità. Il giorno prima del processo, la donna chiama il suo ex. Dal tono della conversazione sembra volergli chiedere pietà, ma la chiamata viene considerata dal giudice come aggravante. E così viene condannata a sei mesi di clinica psichiatrica. Danielle Mastrangelo, avvocato della donna, ha dichiarato al quotidiano Il Centro: «Ho chiesto al giudice di esaminare anche le telefonata partite dal cellulare dell’uomo perché a mio parere era un rapporto tormentato con scambi reciproci di sms. Ma la mia richiesta non è stata accolta». Il 28 giugno il tribunale del riesame dell’Aquila dovrà pronunciarsi sul ricorso chiesto dall’avvocato.