Chioggia, spiaggia “fascista”, archiviato il caso: “Gianni Scarpa non faceva apologia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 novembre 2017 13:32 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2017 13:32
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Gianni Scarpa, il titolare della spiaggia “fascista” a Chioggia, acaso archiviato

ROMA – Chioggia, spiaggia “fascista”, archiviato il caso: “Gianni Scarpa non faceva apologia”. Il gip per le indagini preliminari Roberta Marchiori, accogliendo la richiesta della Procura, ha firmato il decreto di archiviazione delle accuse di apologia del fascismo per Gianni Scarpa, l’ormai ex gestore dello stabilimento balneare di Punta Canna, a Sottomarina, diventata un caso l’estate scorsa per le immagini esposte di Benito Mussolini e le scritte inneggianti al Ventennio.

Per la Procura, come riportano i giornali locali, le scelte di Scarpa vanno ricondotte nell’ambito della libertà di pensiero garantita dalla Costituzione. I cartelli erano stati fatti rimuovere dal prefetto dopo il clamore suscitato dal caso, che aveva portato, tra l’altro, alla non riconferma di Scarpa come gestore della struttura.

La società Summertime, concessionaria del tratto di arenile di ‘Playa Punta Canna’, non ha infatti rinnovato il contratto stagionale con l’uomo, scaduto il 30 settembre, e gli ha dato il benservito. Una decisione – ha spiegato ai quotidiani il titolare, Davide Delle Donne – presa per salvaguardare la “serenità della società”. Una presenza ormai troppo ingombrante, quella di Scarpa, dopo il clamore della sua spiaggia ‘fascista’.

“Lo sapevo, ma non c’è alcun rancore – aveva spiegato Scarpa all’ANSA – Quelli della Summertime sono amici, ho detto loro che mi facevo da parte tranquillamente”. “D’altronde – aggiunge – le richieste di lavoro, a 65 anni, non mi mancano. Ho tre proposte, qui a Sottomarina (non faccio i nomi sennò danno dei fascisti anche a loro), e mi hanno cercato anche dalla Romagna, ho visitato degli stabilimenti molto belli a Rimini. Se accetterò? Mai dire mai”. Scarpa aveva ringraziato infine la Procura di Venezia per la richiesta di archiviazione, “ci hanno visto giusto”, mentre è andato giù duro con i giornalisti delle testate che, dice lui, l’hanno preso di mira in questi mesi: “Una vergogna indegna, mi fanno schifo”.