Christiana Ruggeri, giornalista Tg2 minacciata con un pugnale: “Mia figlia di 7 anni mi ha salvato la vita”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 marzo 2018 15:33 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 9:23
Christiana Ruggeri, giornalista Tg2 minacciata con un pugnale: "Mi a figlia di 7 anni mi ha salvato la vita"

Christiana Ruggeri, giornalista Tg2 minacciata con un pugnale: “Mi a figlia di 7 anni mi ha salvato la vita”

ROMA – La giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri è stata minacciata venerdì mattina con un pugnale, dall’ex compagno della tata della figlia. L’uomo, un trentenne afgano, regolare in Italia, dopo la tentata aggressione si è dileguato. “Chi proteggerà da questo violento e pericoloso individuo, me e la mia bambina? Ha cercato di ucciderci: non basta? Che venga assicurato alla giustizia”, scrive su Facebook la Ruggeri ancora terrorizzata dall’esperienza vissuta.

“Devo la vita alla mia bambina di sette anni che si è messa a gridare“, spiega, nelle dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera, la giornalista, che ha denunciato i fatti agli agenti del commissariato Fidene-Serpentara a Roma. E racconta: “L’ex compagno della tata di mia figlia si è presentato sotto casa per ucciderci tutte e due“. “Mi accusa di aver convinto la tata che ha cresciuto mia figlia a lasciarlo, perché la maltrattava”, prosegue la cronista aggiungendo di aver già in passato spiegato all’uomo di non essere responsabile della loro rottura.

Ruggeri racconta poi gli attimi di terrore vissuti: “Dovevo accompagnare mia figlia a scuola, l’ho sistemata sul seggiolino posteriore nell’auto, ero chinata verso di lei per allacciarle la cintura di sicurezza, quando all’improvviso si è messa a urlare guardando dietro di me. ‘Ti ammazza, mamma, ti ammazza!’. Giusto il tempo di voltarmi – si legge sul Corriere – e mi sono ritrovata l’ex della tata che brandiva il pugnale e veniva verso di me. Era sbucato da dietro un albero. La lama era almeno di 30 centimetri. Ho fatto il giro dalla parte opposta della macchina, sono riuscita a infilarmi dentro e a premere il pulsante della chiusura centralizzata. Ma lui non si è fermato, anzi: ha tentato di sfondare i finestrini, poi il parabrezza”. “Ho messo in moto e sono partita, e lui dietro a piedi, per 200 metri, con il pugnale in mano”. Ora è “ancora in giro e adesso – conclude – abbiamo davvero paura”.