Cibo, la black list dei 10 alimenti più a rischio: pesce dalla Spagna, pollo dalla Polonia…

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 24 febbraio 2019 17:10 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2019 17:10
cibo coldiretti

Cibo, la black list dei 10 alimenti più a rischio: pesce dalla Spagna, pollo dalla Polonia…

ROMA – Nell’ultimo anno, il 2018, in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di 398 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che oggi, 24 febbraio, ha pubblicato la “black list” sugli alimenti maggiormente coinvolti in queste procedure.

In cima alla graduatoria il pesce dalla Spagna per mercurio (24 notifiche) e infestazione di Anisakis (14). Seguono le ostriche vive dalla Francia per Norovirus (23); il pollo dalla Polonia per Salmonella enterica (8); il pesce dalla Francia per Anisakis (8); le nocciole dalla Turchia per aflatossine (7); al sesto posto le cozze dalla Spagna per Escherichia Coli (7). All’ottavo posto della black list elaborata da Coldiretti le arachidi dall’Egitto per aflatossine (6), il manzo refrigerato dal Brasile per Escherichia Coli-Shigatoxin (6); penultime le nocciole da Azerbaijan per aflatossine (6) e al decimo posto il pollo dal Brasile per Escherichia Coli-Shigatoxin (6).

Sul totale dei 398 allarmi che si sono verificati in Italia nel 2018, sottolinea la Coldiretti, solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole, oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%).

Il motivo è spiegato dalla storica relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui ”pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare ”quali misure intende adottare” per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue.

Infatti il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa.

Fonte: Coldiretti