Ciliegie: quest’anno non si trovano. Se si trovano costano 20 euro al chilo e non sono buone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 maggio 2019 12:16 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2019 12:16
Ciliegie: quest'anno non si trovano. Se si trovano costano 20 euro al chilo e non sono buone

Ciliegie: quest’anno non si trovano. Se si trovano costano 20 euro al chilo e non sono buone

ROMA – Poche, senza troppo sapore, e costano 20 euro al chilo. Un prezzo anche superiore del 50% rispetto alla scorsa annata. Sono le prime ciliegie arrivate sulle tavole da inizio maggio, vittime di un maltempo anomalo. Non tutto però è perduto per una stagione comunque partita male e in ritardo, perché a subire i danni da clima sono le varietà precoci che si raccolgono a maggio e che corrispondono a circa il 30% del totale. Per salvare la maggior parte di questi frutti la condizione ora è che smetta di piovere.

Coltivate in Italia su circa 30 mila ettari, le ciliegie vantano una produzione annua media di 120-130 mila tonnellate, concentrata per l’85% in Puglia, Campania, Emilia Romagna e Veneto. Tante le varietà, ognuna con sapori, colori e tempi di maturazione diversi, come fa sapere l’Ismea, presentando una sorta di borsino 2019, dove però è ancora presto prevedere quantità e prezzi. Si scopre così che la varietà Ferrovia, tipica della metà di giugno considerata la regina di questi frutti, al momento non presenta danni; la Bigarreau, invece, essendo di maggio, ha subito il maltempo che ha compromesso quasi il 90% del raccolto; sulla varietà Giorgia a maturazione media, invece, si riscontrano fenomeni di cracking, la spaccatura del frutto.

“Le piogge intense del periodo hanno amplificato il cracking”, spiega all’ANSA la ricercatrice del Crea, Daniela Giovannini, “essendo cadute sui frutti in fase di maturazione”.

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A oggi, di fatto, non esistono varietà di ciliegie resistenti a questo fenomeno; alcune risultano meno suscettibili di altre come Samba, Kordia e Regina, ma in casi estremi si spaccano tutte. “Se smettesse di piovere oggi – precisa la ricercatrice – le varietà che verranno raccolte a partire dai primi di giugno potranno ancora presentare qualche danno difficile da stimare con precisione, mentre quelle dal 10 giugno in avanti, epoca di raccolta media e medio-tardiva, non dovrebbero manifestare il problema”.

Ad essersi salvate dal maltempo sono gli impianti di coltivazione più all’avanguardia, dove i produttori si sono organizzati per tempo stendendo dei teloni di plastica anti pioggia impermeabili a protezione che richiedono ingenti investimenti dai 20 ai 30 mila euro ad ettaro. A Vignola, nel modenese, ad esempio circa il 35% degli impianti hanno questi teli di copertura utilizzati anche in Veneto e Trentino; una protezione utile per difendere le ciliegie da piogge e grandine, ma anche dagli insetti come la Drosophila suzukii, il moscerino killer giapponese presente purtroppo in diverse parti d’Italia. (Fonte Ansa).