Cinema America, arrestati i tre presunti aggressori: sono militanti di Casapound

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2019 12:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2019 12:56
Cinema America, arrestati i tre presunti aggressori: sono militanti di Casapound

La maglietta insanguinata di uno dei ragazzi del cinema America dopo l’aggressione avvenuta a
lo scorso 16 giugno a Trastevere

ROMA – Tre ragazzi ritenuti responsabili dell’aggressione del cinema America, avvenuta lo scorso 16 giugno a Roma, sono stati arrestati. I tre si trovano ora ai domiciliari. Sarebbero tutti vicini a movimenti di estrema destra. L’aggressione avvenne tra i vicoli di Trastevere ai danni di quattro ventenni, per la maglietta che uno di loro indossava con su scritto “Piccolo cinema America”.

I 4 amici stavano concludendo la serata dopo aver assistito, in piazza San Cosimato, a una proiezione organizzata dal cinema America. A innescare la violenza proprio quella maglietta considerata dagli aggressori un simbolo antifascista. Le indagini della Digos scattarono subito dopo. Gli investigatori sono risaliti ai tre anche attraverso le testimonianze delle vittime e le immagini di videosorveglianza. 

I tre arrestati sono Matteo Vargiu (23 anni), Stefano Borgese (38 anni) e Marco Ciurleo, (23 anni). Erano “già noti per la loro militanza nella fila del movimento di estrema destra Casapound”, ha scritto il gip Clementina Forleo nell’ordinanza con cui ha disposto i domiciliari.

“Sussistono all’evidenza le esigenze cautelari agevolmente desumibili dalle specifiche modalità e circostanze dei fatti per cui si procede e in particolare dell’allarmante gravità delle condotte”, si legge ancora nel dispositivo. “Condotte – prosegue il gip accogliendo la richiesta del pm Eugenio Albamonte – sulle quali appare superflua ogni ulteriore aggiunta tenuto peraltro conto che il movente può dar luogo alla reiterazione dei fatti analoghi in ogni contesto spaziale e temporale ai danni di chiunque sia inquadrabile, anche in astratto, come portatore di idee politiche differenti, mettendo anche a repentaglio l’incolumità e la tranquillità degli altri cittadini”.

I tre, secondo il giudice, si “sono resi responsabili in passato di azioni analoghe”.

Fonte: Ansa