Cinesi l’ha fanno franca in tribunale perché mancano i traduttori? A Bergamo il giudice lo trova per strada

di Dini Casali
Pubblicato il 5 Marzo 2019 14:07 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2019 14:08
Cinesi l'ha fanno franca in tribunale perché mancano i traduttori? A Bergamo il giudice lo trova per strada

Cinesi l’ha fanno franca in tribunale perché mancano i traduttori? A Bergamo il giudice lo trova per strada

ROMA – Nei tribunali italiani stava diventando un problema non trascurabile quello della lingua cinese e dei suoi innumerevoli dialetti: senza traduttore viene meno, infatti, una prerogativa importante a disposizione degli imputati che per la legge italiana hanno diritto a un giusto processo.

Ma se il traduttore non salta fuori? A Prato, per esempio, si erano allungati a dismisura i tempi del processo al capo dei capi di una triade cinese. A Bergamo, è notizia di oggi, un giudice ha trovato una soluzione efficace e tempestiva senza perdersi d’animo, trovando un ragazzo cinese direttamente in strada che parlasse la lingua dell’imputato.

Bergamo, il traduttore trovato in strada. Manca l’interprete e il giudice per non far saltare l’udienza lo prende dalla strada, “reclutando” un ragazzo cinese. L’episodio al tribunale a Bergamo dove i tre interpreti iscritti nelle liste del palazzo di giustizia avevano altri impegni e non erano disponibili. Così per non rimandare un procedimento per direttissima nei confronti di due cittadini cinesi che parlavano solo la loro lingua il giudice si è ‘ingegnato’. I due erano stati arrestati sabato all’aeroporto di Orio al Serio, mentre si stavano imbarcando per un volo diretto a Dublino, perché trovati in possesso entrambi di un passaporto che era stato falsificato.

A Prato trovato il traduttore: riprende il processo al “capo dei capi”. Risolto il problema dell’interprete di un particolare dialetto della Cina al processo ‘China truck’ che davanti al collegio del tribunale di Prato, presieduto dal presidente Francesco Gratteri, vede imputato Zhang Naizong, ‘il capo dei capi’ delle triadi in Europa – come lui stesso si definiva mentre era intercettato – e altri otto imputati.

Tutti cinesi, sono ritenuti responsabili di una sanguinosa guerra fra bande originatasi nella città toscana, durata anni ed estesasi alla Francia, per il controllo di contraffazione, estorsioni, droga, gioco d’azzardo, prostituzione, sfruttamento di migranti clandestini e controllo dell’attività di trasporto su gomma delle merci cinesi tra Prato e tutta Europa.

Il processo era stato rallentato dalla necessità di tradurre un centinaio di intercettazioni telefoniche dove gli indagati parlavano il dialetto ‘fuqing’, uno di quelli diffusi nella regione del Fujian, da cui provenivano. Oggi ha giurato davanti al tribunale un nuovo perito – una donna cinese – diverso da quello incaricato in precedenza che era un interprete di madrelingua araba il quale si sarebbe avvalso di collaboratori cinesi. La scelta aveva sollevato qualche perplessità tra le parti ed è stata superata.

(fonte Agi)