Cinghiali a Roma Nord: il racconto di una mamma che se l’è vista brutta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2015 7:11 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 18:34
Cinghiali a Roma Nord: il racconto di una mamma che se l'è vista brutta

Cinghiali a Roma Nord: il racconto di una mamma che se l’è vista brutta

ROMA – Cinghiali a Roma Nord: sono sempre più numerose le segnalazioni di incontri ravvicinati fra residenti e una popolazione di suini selvatici in costante crescita. Alla redazione di Blitz è arrivata quella di una mamma, che si è trovata faccia a faccia con un cinghiale e si è salvata solo perché, dopo una corsa disperata, ha trovato un cancello aperto. Ecco il racconto della donna, che si firma “Mirella, una mamma preoccupata” e scrive da “Montecaminetto, Sacrofano, in pieno Parco di Veio”:

Così immaginate di uscire per una passeggiata un sabato pomeriggio di maggio, verso le 18:30, con il Vostro cane al guinzaglio e la Vostra bambina di un anno e mezzo in braccio. Immaginate di percorrere appena venti metri in strada, vedere il Vostro cane agitarsi e iniziare ad abbaiare, sentire le braccia della Vostra bambina stringersi intorno al Vostro collo e poi udire un rumore e vedere i cespugli lungo il percorso muoversi copiosamente. Immaginate ancora di rimanere impietriti, con il cuore in gola e intravedere un muso ormai tristemente famigliare avanzare minaccioso.

Cosa avreste fatto? Avete l’amore della Vostra vita in braccio, piccolo e indifeso. Il vostro fedele amico al guinzaglio e pensate solo di proteggere e salvare entrambi, ma come? In barba a tutti i ragionamenti, in quel momento l’unica cosa che si riesca a fare e seguire l’istinto.

Ho urlato aiuto a squarciagola più e più volte ed ho iniziato a correre voltando le spalle all’ignoto. Attimi infiniti in cui non sapevo quale sarebbe stato il mio destino, ma soprattutto in cui continuavo semplicemente a pregare di riuscire a mettere in salvo mia figlia e Dio volendo, me stessa e il cane.

Se sono qui a scriverVi è perché il destino ha voluto che una vicina di casa, intenta ad uscire anche Lei per una “piacevole” passeggiata, sentendo le mie urla si sia affacciata e aprendo il cancello mi abbia permesso di rifugiarmi a casa sua. Il cinghiale aveva terminato la sua corsa pochi metri prima.

Non auguro questa esperienza a nessuno di Voi, anche se questa missiva verrà cestinata. Anche se non vorrete far nulla per fermare episodi del genere.

Comprendo che il Vostro lavoro preveda di assumersi tutti i giorni responsabilità anche maggiori rispetto a quella di intervenire per gestire l’emergenza cinghiali, ma come madre e cittadina, mi sento in dovere di chiederVi di non aspettare, come è consueto fare in Italia, la notizia di qualche tragedia annunciata al giornale prima di intervenire.

Se non avessi tenuto in braccio mia figlia e le avessi consentito di trotterellare libera e autonoma come piace fare alle bambine della sua età…cosa sarebbe accaduto? Questo pensiero non mi abbandona e ho smesso di uscire da sola di casa.

Come me molti abitanti della zona che si son visti accompagnati, in pieno giorno, a buttare la spazzatura, seguiti nelle passeggiate, costretti a sbandare in macchina per non investire i nostri amici cinghiali.

Abito a Montecaminetto, località di Sacrofano, in pieno Parco di Veio. Abbiamo invaso con le nostre abitazioni il LORO territorio, ma non possono e non devono, per questo motivo, pagarne le conseguenze e rimetterci la pelle i nostri figli.