Cinghiali: troppi, giganti e super scrofe perché importammo quelli dell’Est

di Riccardo Galli
Pubblicato il 3 gennaio 2019 12:26 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2019 14:28
Cinghiali: troppi, giganti e super scrofe perché importammo quelli dell'Est.

Cinghiali: troppi, giganti e super scrofe perché importammo quelli dell’Est.

ROMA – Cinghiali sull’autostrada, sulla maggiore autostrada italiana. E quindi incidente e vittime. Cinghiali in autostrada? Sì e anche cinghiali nelle periferie urbane a Genova e a Roma. Cinghiali che escono dai boschi e di notte si avventurano nel territorio degli uomini. A cercare cibo, a cercarlo senza paura degli uomini. A cercare cibo in branco. Costituendo così un pericolo per gli umani che li incontrano.

Cinghiali i cui maschi adulti pesano dai 100 ai 150 chili. Se sono su una strada e impattano con un’auto o una moto allora è come uno scontro frontale. Esemplari da 100/150 chili con zanne affilate e ricurve contro cui nulla possono i cani. Esemplari adulti maschi che sono troppo anche per i pochi lupi predatori naturali dei cinghiali. Ma i lupi comunque sono pochissimi e i cinghiali un’enormità in Italia.

Un’enormità che ce la siamo cercata. Enormità quanta enormità? Si stima che ogni anno vengano abbattuti dalla caccia a fucilate circa 150 mila cinghiali. Si chiama “prelievo” sulla popolazione dei cinghiali, circa 150 mila l’anno. Eppure, nonostante questo grande prelievo, la popolazione di cinghiali ogni anno aumenta.

Perché le femmine di cinghiale spesso fanno due cucciolate l’anno. Non tutte le femmine di cinghiale, una volta, non molti anni fa, le femmine di cinghiale che vivevano in Italia si riproducevano una volta l’anno. Una, non due. E i cinghiali erano più piccoli, i maschi arrivavano a 50 chili. E quindi mangiavano di meno. E quindi non andavano a caccia di cibo nelle strade e intorno alle case degli umani. Il bosco bastava ai loro fabbisogni, al massimo saccheggiavano un campo.

Adesso centinaia di migliaia se non di più di cinghiali sono il nemico costante di agricoltori che devono difendere i campi con barriere elettrificate. Elettrificate perché le barriere normali i cinghiali le scavano dal di sotto. Il loro grugno è potente e se la rete barriera non è ancorata salda in terra i cinghiali passano dopo aver scavato. E mangiano tutto, ogni coltura e frutto.

E a nulla valgono i sistemi di dissuasione come i finti colpi di fucile. I cinghiali capiscono al quarto/quinto colpo che è rumore che non uccide. E non scappano più. I dissuasori chimici, gli odori per loro sgradevoli: quattro/cinque ore e si abituano.

E aumentano la loro popolazione in ogni modo: con il doppio calore annuale delle femmine e con gli ibridi. Si sono accoppiati con i suini e hanno dato quindi vita ad una popolazione ancillare di ibridi.

Ma così non era il cinghiale che viveva in Italia. Era più piccolo, meno famelico, meno prolifico. Oggi lo si può trovare e vedere solo in sardegna. Nel resto d’Italia di cinghiali ce n’è altro tipo. Sono quelli dominanti che importammo dall’Europa dell’Est. Erano più massicci, grandi e resistenti del cinghiale italiano perché adattati ad un habitat più duro. Furono importati e chiusi in riserve di caccia da cui però impararono ad uscire, scappare.

E velocemente sostituirono perché più forti, grandi e prolifici i cinghiali italiani. Ora cinghiali di quella stazza e in numero crescente non trovano più il cibo sufficiente nei boschi. Vanno nei campi coltivati. Attraversano strade e autostrade. raggiungono periferie e cassonetti dei rifiuti umani. Non hanno paura, sono un pericolo e neanche la caccia riesce a fermare il boom demografico dei cinghiali.

L’unico che potrebbe, il lupo, l’uomo lo combatte e lo vede come una pestilenza. Il lupo che caccia selettivamente i cuccioli e le femmine di cinghiale sarebbe l’antidoto naturale ai troppi e troppo grossi cinghiali. Ma il lupo non c’è se non nelle favole mentre un cinghiale da 100 e passa chili mentre guidi in autostrada non è un miraggio.