Ciriaco De Mita dopo la rapina in casa: “Come violentato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 maggio 2018 14:25 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2018 14:25
Ciriaco De Mita dopo la rapina in casa: "Come violentato"

Ciriaco De Mita dopo la rapina in casa: “Come violentato”

NUSCO (AVELLINO) – “Ancora non mi sono ripreso. Mettetevi nei panni di una persona che viene violentata nella sua intimità”: con queste parole l’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita ripercorre la notte da incubo vissuta tra lunedì e martedì, quando, intorno alle 2, quattro ladri incappucciati si sono introdotti nella villa in cui vive con la moglie a Nusco, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] paese in provincia di Avellino di cui De Mita è sindaco.

“Che ti rubino l’ auto è concepibile, non lo è che uno entri di notte a casa tua e la fa da padrone con la testa incappucciata e con la minaccia che se ti muovi finisci male”, ha spiegato ad Antonio Di Costanzo di Repubblica.

E’ stato verso le 2:20 che lui e la moglie, Annamaria Scarinzi, si sono accorti che qualcuno era entrato in casa: i malviventi erano

“quattro, incappucciati e avevano delle pile. È stata mia moglie la prima a vederli. Quando mi hanno svegliato mi ha detto: tranquillo, sono della Finanza. Ho capito che era meglio stare zitto. Anche se, fosse stato per me, avrei reagito diversamente. Mia moglie continuava a dire: stai tranquillo, è la Finanza, hanno già finito, stanno facendo il verbale, ora vanno via. Volevano soldi e oro. Ma miravano soprattutto agli oggetti perché soldi in casa ne abbiamo pochi. Hanno voluto sapere dove era la cassaforte. L’hanno aperta e si sono presi tutto. Sono andati spediti. Sapevano cosa cercare. Quando sono andati via abbiamo lanciato l’allarme. L’Arma dei carabinieri ha mostrato la propria intelligenza nell’individuare le cose principali su cui concentrarsi”.

De Mita dice di non aver temuto per la propria vita:

“Devo dire di non aver avuto questa preoccupazione. Stavo per reagire, ma mia moglie è stata più saggia di me, mi ha trattenuto con la notizia, quella dei finanzieri che stavano facendo il verbale per andare via, che, in un certo senso, da un lato mi turbava e dall’altro mi tranquillizzava. Mi sono sentito minacciato ma solo se avessi reagito. Non ho visto armi, non me le hanno mostrate. Ma se le avessero o meno non saprei dirlo. Difficile anche capire se fossero italiani o stranieri. Hanno parlato poco, e con un accento che non sembrava italiano, ma potrebbe essere stato camuffato”.