Ciro Esposito in fin di vita, l’altro Ciro gioca: pallottole e palloni

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 24 Giugno 2014 13:45 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2014 13:45
Ciro Esposito in fin di vita, l'altro Ciro gioca: pallottole e palloni

Ciro Esposito in fin di vita, l’altro Ciro gioca: pallottole e palloni

ROMA – Ciro Esposito in fin di vita, l’altro Ciro gioca: pallottole e palloni. Il tifoso napoletano ferito a colpi di pistola durante l’assurdo pre partita della Finale di Coppa Italia a Roma è in fin di vita. Ciro Esposito è’ rimasto in grave condizioni all’ospedale Gemelli praticamente dal quel maledetto 3 maggio, quello del salto di qualità dell’estremismo ultrà, con un sedicente tifoso romanista che ha aperto il fuoco. Ciro rischia di non farcela, l’ultima infezione polmonare rischia di essergli fatale. Sta giocando “la partita della vita” suggerisce la retorica pallonara.

Per pura coincidenza, però, un altro Ciro, un altro ragazzo napoletano, giocherà stasera una partita di calcio decisiva, in queste ore sta forse giustamente contemplando una gloria possibile, il gol della qualificazione e come si dice in questi casi della consacrazione mondiale.

Dice, ma chissenefrega di Ciro Immobile di fronte a una tragedia annunciata. Cosa c’entra la magia del pallone con una storia turpe di vendette insensate, cosa c’entra il Brasile con l’orrido De Santis, l’ultrà romanista che ha sparato? Nulla, a parte la concomitanza fortuita dei due Ciro della stessa città. A meno di considerare una finale di Coppa Italia uno spettacolo d’arte varia e non una partita di calcio. Per la quale in Italia si può morire. E non di passione.