Ciro Esposito, gli avvocati: “Daniele De Santis non è mai stato accoltellato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 13:33 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 13:34
Daniele De Santis

Daniele De Santis

ROMA – “Daniele De Santis non è mai stato accoltellato”: Angelo e Sergio Pisani, legali della famiglia di Ciro Esposito, smentiscono la ricostruzione degli avvocati di Daniele De Santis, l’ultrà romanista accusato dell’omicidio del tifoso napoletano. Secondo gli avvocati del tifoso romanista Daniele De Santis sarebbe stato accoltellato prima di sparare.

Versione smentita dagli avvocati della famiglia Esposito.

La prova, dicono gli avvocati della famiglia Esposito, è la stessa ricostruzione dei fatti di Daniele De Santis che, secondi i legali di Ciro Esposito, non ha mai fatto riferimento a nessun accoltellamento.

“De Santis, il principale responsabile dell’agguato al pullman dei tifosi azzurri e dell’omicidio di Ciro Esposito – dicono Angelo e Sergio Pisani  – non è mai stato accoltellato come risulta e dimostrano le sue stesse dichiarazioni al giudice (nei verbali dice “ho avuto solo tante botte e non ricordo altro”)”.

“Il bluff oramai è stato scoperto e, nonostante le minacce che abbiamo ricevuto, non faremo un passo indietro e interverremo nel processo per contestare ipotesi illogiche ed azzardate. Chiederemo ai giudici di punire anche i responsabili di ogni inquinamento mediatico delle prove” spiegano Angelo e Sergio Pisani.

“Chiederemo ai giudici  – concludono Angelo e Sergio Pisani – di punire anche i responsabili di ogni inquinamento mediatico delle prove e per la temerarietà chi fa disinformazione e tenta di nascondere o favorire i responsabili di questa tragedia diffidando tutti i media e giornalisti a pubblicare con gli stessi caratteri e titoloni l’unica triste verità finora accertata e che nessuno venne accoltellato senza scuse e mezzucci per vantare una legittima difesa da parte di gastone che ancora oggi non ricorda e spiega non solo perché ha sparato, ma quale tragedia voleva provocare quella sera di maggio”