“Clandestinità reato lieve”. Giudice assolve una donna albanese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Agosto 2019 18:32 | Ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2019 18:32
Toghe (foto d'archivio Ansa)

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – La clandestinità? Un reato lieve, non deve essere punito. Lo ha stabilito, come racconta Ottavia Giustetti su Repubblica, un giudice del tribunale di Torino durante un processo per direttissima il 13 agosto. 

Una donna di origine albanese era stata portata in aula immediatamente dopo che i carabinieri l’avevano sorpresa senza i documenti in regola. Su di lei, inoltre, da oltre un anno pendeva un provvedimento di espulsione.

Il pm ha chiesto la misura cautelare dell’obbligo di firma. Ma il giudice Marisa Gallo, racconta Ottavia Giustetti “ha invece escluso che fosse punibile, e ha pronunciato una sentenza di assoluzione per la particolare tenuità del fatto. Il fatto è un episodio minimo per il tribunale di una grande città. Sono numerosissimi ogni anno i casi come questo che passano per le aule di giustizia. Ed è la scelta di assolvere per tenuità del fatto a gettare una luce particolare su un reato che è in assoluto tra i più contestati. Complice probabilmente la storia raccontata dalla donna albanese. Questa sì, particolare”.

 “Pensavo di non poter più vivere in Italia – ha detto l’imputata – ma di poterci venire di passaggio”. Poi il processo, per direttissima. Ma il giudice ha poi deciso di assolverla.

Fonte: La Repubblica.