Class action contro Gardaland: “Più di cento le persone discriminate perché Down”

di Emiliana Costa*
Pubblicato il 12 Ottobre 2010 12:18 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2010 12:18

“Mamma andiamo via, non fa niente…”. E’ stata giudiziosa Lucrezia, nonostante i suoi dieci anni, quando le è stato impedito di salire su una giostra del parco di Gardaland, in provincia di Verona, perché affetta da sindrome di Down. “Eravamo in fila all’ingresso della Magic house, la casetta con il pavimento che si muove – ha raccontato la madre, Cristina Cantoni -. Mio marito era entrato un attimo prima con gli altri figli, quando l’inserviente ci ha fermate: “Sua figlia non può entrare. Se non andate via l’attrazione verrà bloccata”.

Quello di Lucrezia non è il primo caso a Gardaland. “Abbiamo la testimonianza di altre cento persone affette dalla stessa disabilità, allontanate senza ragione”, ha assicurato Sergio Silvestre, coordinatore nazionale di CoorDown (Coordinamento nazionale delle associazioni di persone con sindrome di Down), che ora ha annunciato una class action contro il parco divertimenti. E sempre sull’argomento il 29 settembre scorso l’esponente radicale del Pd Maria Antonietta Farina Coscioni ha presentato alla Camera una mozione firmata da 70 colleghi, nella quale si impegna il governo ad adoperarsi affinché cessino le discriminazioni nel centro giochi.

“Non ho mai pensato di raccontare l’episodio alla stampa – ha spiegato la mamma di Lucrezia – ma ogni volta che scoppiava un nuovo caso rivivevo in me quei brutti momenti. Così ho colto l’occasione della giornata nazionale di Coordown, che si è svolta la scorsa domenica in oltre cento piazze italiane, per denunciare la vicenda”.

Per il deputato Coscioni, segretario della commissione Affari sociali della Camera, “ciò che accade da tempo a Gardaland consiste in una negazione sistematica di diritti sanciti da diverse leggi italiane oltre che dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili. Quello che chiediamo – ha concluso Coscioni – è un intervento del governo che finora non ha mai risposto alle varie interrogazioni in merito”.

*Scuola di giornalismo Luiss