Seat Pagine Gialle. Piccoli azionisti: “Quote espropriate, al via class action”

Pubblicato il 4 Luglio 2012 14:23 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 14:46

ROMA – Una class action contro l’espropriazione della titolarità azionaria. Questa la prossima mossa dei piccoli azionisti di Seat Pagine Gialle, che rischiano di perdere i loro risparmi per cifre che vanno dai 10mila ai 50mila euro. La società è stata sottoposto ad un’operazione di leverage buyout, ovvero acquisizione attraverso il debito. Stefano De Lillo, senatore del Pdl, ha presentato un’interpellanza ai ministri dell’Economia, della Giustizia e dello Sviluppo Economico. Il senatore vuole sapere “se tutte le procedure riguardanti i passaggi di proprietà di Seat Pagine Gialle fossero stati trasparenti e corretti”.

De Lillo ha detto: ”Troppo spesso negli ultimi anni i piccoli azionisti sono stati alla mercè di speculazioni. Serve sapere quali siano stati i controlli e le procedure dei vari passaggi di proprietà durante i quali c’è stato un leverage buyout che ha portato negli ultimi anni a vedere un’azione cadere da 7 euro a 0,4 centesimi. Crediamo che questa class action che sta nascendo possa crescere di numero visto che sono coinvolti 300mila azionisti”.

Nell’interpellanza De Lillo chiede ai titolari dei vari dicasteri se siano a conoscenza che esista anche ‘un progetto di ristrutturazione dei debiti insoddisfatti dalla società, per l’ammontare di circa 3 miliardi di euro, che comporta l’avvicendamento nel controllo proprietario, per circa il 90 per cento del capitale, del principale obbligazionista, un altrettanto anonimo fondo di diritto lussemburghese rispondente al nome ‘Lighthouse”.

”Ci sono persone che hanno perso dai 10mila ai 50mila euro in media, per alcuni risparmi di una vita – ha spiegato l’avvocato Ugo Scuro che curera’ la class action per conto degli azionisti di minoranza – I soci di controllo di Seat hanno proposto la manleva da ogni responsabilità degli organi sociali rispetto alle attivita’ di gestione che di fatti non e’ altro che una deresponsabilizzazione del cda. Se non si interviene questo costituirà un ‘monstrum’ giuridico. Penso che questo sia il primo caso di leverage buyout portato all’attenzione della politica e speriamo che a questa class action possano aderire tanti altri azionisti delusi”.

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