Claudio Rossetto, accusa: miss svedese rapita e stuprata. Lei: lo manderò in carcere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2015 15:03 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2015 15:03
Claudio Rossetto, accusa: miss svedese rapita e stuprata. Lei: lo manderò in carcere

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MILANO – “Tornerò in Italia per mandarlo in carcere”. La miss svedese di 22 anni sequestrata e violentata da Claudio Rossetto, 42 anni, per sei mesi l’ha promesso. E’ tornata a casa nonostante il parere contrario dei medici, voleva allontanarsi da tutto quello che le poteva ricordare questi giorni di prigionia e violenze.

Eppure all’inizio sembrava tutto così bello. Forse troppo, verrebbe da dire con il senno di poi. La ragazza, che in Svezia è una semicelebrità (con alle spalle concorsi di bellezza, sfilate e un reality show), era arrivata a Milano nel 2014 per farsi una carriera come modella. All’inizio era anche andata bene, fino all’incontro con Rossetto. 

Lui l’aveva approcciata su Facebook fingendosi un agente di modelle. Proprio come aveva fatto alcuni anni prima con un’altra ragazza, in quel caso bielorussa, anche lei sequestrata e violentata. La sua prigionia era durata però solo 24 ore: era riuscita a fuggire e a denunciare l’uomo, che era finito in carcere. Ne era uscito nel 2013. E un anno dopo ha ripetuto il copione con la bella svedese.

I due si erano incontrati alcune volte. Lui sembrava dolcissimo, ha raccontato la modella agli investigatori. Alla fine l’aveva convinta a trasferirsi a casa sua, a Cinisello Balsamo (Milano), dicendo di volerla sposare. Ma qui è iniziato l’inferno.

Lui la teneva legata al letto, la violentava più volte, la picchiava, la minacciava. Le aveva persino rasato a zero i suoi bei capelli biondi. La costringeva a parlare su Skype con i genitori per non insospettirli, ma in inglese, in modo che lui capisse quello che lei diceva.

Sabato scorso lui l’ha violentata di nuovo, per l’ennesima volta. E lei non ce l’ha più fatta. Ha gridato con quanta voce aveva in gola, anche se lui la picchiava per farla stare zitta. Dei vicini hanno sentito e hanno chiamato i carabinieri.

Quando sono arrivati all’appartamento, Rossetto ha detto loro di aver solo litigato con la fidanzata. Ma visti i precedenti dell’uomo, i militari sono entrati nell’appartamento. E hanno scoperto la donna. Lei adesso li definisce i suoi “angeli custodi”. E’ voluta tornare in Svezia, a casa, nonostante i segni delle botte e della denutrizione a cui la costringeva Rossetto. Ma tornerà “per mandarlo in carcere”, ha promesso.