Cnr. Solo 3 euro su 10 alla ricerca: il resto a dirigenti e burocrazia

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 15:27 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 15:27

ROMA – Solo 3 euro su 10 vengono destinati alla ricerca. Il Centro nazionale delle ricerche, Cnr, spenderebbe in pratiche burocratiche il 70 per cento dei fondi che dovrebbero essere destinati ai laboratori. Questa la denuncia del Corriere lo scorso 18 gennaio in base alle stime della Corte dei Conti sul biennio 2009-2010 del Cnr, quando era presieduto da Luciano Maiani. Su 921,5 milioni di euro solo il 31 per cento nel 2010 è effettivamente arrivato nei laboratori italiani. Il resto è andato ad amministratori, dirigenti e affini. Subito la replica del direttore Fabrizio Turzi sui limiti di spesa rispettati, replica però smentita dal rapporto della Corte dei Conti.

“La relazione della Corte precisa che tutti i tetti di riduzione della spesa richiesti dalle varie manovre sono stati rispettati”, aveva detto Turzi per confutare quanto scritto dal Corriere. Ma la relazione della Corte dei conti lo ha tradito: “Per quanto concerne le decurtazioni prescritte dall’articolo 1, commi 58, 59 e 63 della legge n. 266/2005, l’importo accantonato (dal Cnr, ndr), alla chiusura dell’esercizio 2009, da far affluire al Fondo nazionale per le politiche sociali è risultato pari a 76.644,99 euro”. Dunque il Cnr dovrà pagare 77 mila euro di sanzione, dato rivelato dal Foglietto della Ricerca.

Altro allarmante dato lanciato dal Foglietto riguarda il fondo del Cnr per il personale iscritto all’Inps: l’ente non ha abbastanza soldi da investire nel Tfr in buoni fruttiferi postali, con Turzi che ha indetto “una commissione di indagine amministrativa con il compito di accertare eventuali carenze gestionali, ritardi procedurali, nonché l’ipotesi di responsabilità nell’ambito del contenzioso di lavoro relativo al Tfr”.

Nella situazione di ristrettezze appare allora un controsenso che, come spiega il Corriere, dirigenti abbiano aumentato i propri stipendi del 28 per cento in tre anni, passando di 669 mila euro del 2008 agli 860mila euro. Tutto ciò sotto il mandato di Maiani, che era stato accusato di “gravi irregolarità”  e che non è stato riconfermato al Cnr nel 2011. Al suo posto arrivò l’ingegnere Francesco Profumo, che si è autosospeso dal mandato per svolgere l’incarico di ministro dell’Istruzione per il governo di Mario Monti. Maiani invece è stato nominato presidente della Commissione nazionale grandi rischi.