Colleferro, Fratelli Bianchi: “Non abbiamo toccato Willy Monteiro. Intervenuti per dividere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2020 14:36 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2020 18:30
Colleferro, Fratelli Bianchi: "Non abbiamo toccato Willy Monteiro. Intervenuti per dividere"

Colleferro, Fratelli Bianchi: “Non abbiamo toccato Willy Monteiro. Intervenuti per dividere” (Foto Ansa)

I fratelli Bianchi respingono ogni accusa: “Non abbiamo toccato Willy Monteiro. Intervenuti per dividere”.

Per la morte di Willy Monteiro a Colleferro i fratelli Bianchi dicono di essere innocenti. “Non lo abbiamo toccato. Respingiamo ogni accusa. Siamo intervenuti per dividere, abbiamo visto un parapiglia e siamo arrivati”. E’ quanto hanno detto Marco e Gabriele Bianchi durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto. I due sono accusati di omicidio.

“Siamo dispiaciuti e distrutti perché accusati di un omicidio che non abbiamo commesso”, dicono ancora i fratelli Bianchi. Willy Monteiro è stato picchiato a morte la notte tra sabato e domenica a Colleferro (Roma).

“I miei assistiti non hanno partecipato alla rissa. Sono scesi dalla loro auto per fare da paciere dopo aver visto alcuni loro amici coinvolti nella rissa. Al giudice hanno indicato i nomi di questi amici”. Lo ha detto l’avvocato Massimiliano Pica, difensore dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi. “Si sono fermati per cercare di dividerli – ha spiegato il difensore – avranno anche sbracciato, ma non hanno partecipato”.

“Le telecamere hanno ripreso solo l’arrivo e la partenza dell’auto dove a bordo erano presenti i fratelli Bianchi ma non hanno ripreso la scena della rissa”, dice ancora l’avvocato. “Tutto sarebbe iniziato davanti al locale il ‘Due di picche’ tra due persone. E’ partito uno schiaffo per un apprezzamento ad una ragazza. La lite poi si sarebbe protratta fino all’edicola dove poi è successo il fatto. I fratelli Bianchi sono arrivati dopo perché erano andati a prendere degli amici che li avevano chiamati per andare a casa”

“Io non ho colpe, ma chiedo perdono per la morte di Willy. Se servisse, se potesse restituire loro il figlio, andrei dai genitori di Willy e mi farei linciare. Darei la mia vita per quella di Willy”. A dirlo, in due interviste a Stampa e Messaggero, è Alessandro Bianchi, il fratello maggiore di Gabriele e Marco. I due sono accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro.

Alessandro Bianchi e il colpo mortale a Willy

Il 33enne di si dice “convinto, e confido che venga dimostrato, che il colpo mortale, forse un calcio alla bocca, non l’hanno sferrato loro. Ma se Gabriele e Marco hanno sbagliato, devono pagare fino in fondo”.

“La cosa che mi ha fatto più male, quando mi ha chiamato l’avvocato per dirmi che c’era stato il morto, è stata l’immagine di quel ragazzino. Era così piccolo, non posso pensare che i miei fratelli gli abbiano menato mentre stava a terra, conoscendo la loro esperienza nelle arti marziali, un ragazzino che se lo avessero visto da qualche parte mentre qualcuno lo aggrediva, avrebbero massacrato gli altri per salvare lui”, dichiara Bianchi.

Difesa fratelli Bianchi: “Telecamere non hanno ripreso rissa”

Le telecamere hanno ripreso solo l’arrivo e la partenza dell’auto dove a bordo erano presenti i fratelli Bianchi e una terza persona, ma non hanno ripreso la scena della rissa”.

Lo ha precisato l’avvocato Massimiliano Pica, difensore dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, al termine dell’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti al gip di Velletri.

“Tutto sarebbe iniziato davanti al locale ‘Duedipicche’ tra due persone – ha detto il difensore – è partito uno schiaffo per un apprezzamento a una ragazza e poi la lite si sarebbe protratta fino all’edicola dove poi è successo il fatto. I fratelli Bianchi sono arrivati dopo, erano stati chiamati dai loro amici per essere accompagnati a casa”.

“Domani depositeremo in procura a Velletri nuove prove”.

“Si tratta di testimonianze che contraddicono quelle della Procura e in particolare chi ha detto che dall’auto sono scese cinque o sei persone”.

“I fratelli Bianchi, inoltre, affermano di non avere visto Willy a terra, vittima del pestaggio”.

A dirlo è l’avvocato Massimiliano Pica al termine dell’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti al gip.

“Anche l’altro mio assistito, Mario Pincarelli – ha detto l’avvocato Pica – non ha partecipato alla rissa ed ha respinto le accuse. Era presente sul posto ma non ha partecipato alla rissa” (Fonte Ansa, Agi).