Colleferro, il datore di lavoro di Willy Monteiro: “Tutti gli volevano bene. Per me era come un figlio”. Conte telefona alla famiglia

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2020 18:59 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2020 18:59
Silly Monteiro, foto Ansa

Colleferro, il datore di lavoro di Willy Monteiro (nella foto Ansa): “Tutti gli volevano bene. Per me era come un figlio”

Colleferro, il datore di lavoro di Willy Monteiro, il 21enne ucciso per essere intervenuto per sedare una rissa: “Tutti gli volevano bene. Per me era come un figlio”.

Colleferro, il datore di lavoro di Willy Monteiro parla del 21enne trucidato di botte in strada: “Erano quasi due anni che lavorava per me”.

Era il più piccolo dello staff, era l’amico, il figlio per tutti, un ragazzo fenomenale che pensava a fare il suo lavoro nel miglior modo possibile”.

“Willy non badava all’orario, se c’era da dare una mano era sempre pronto ad aiutare tutti. Non l’abbiamo mai sentito alzare la voce, mai ribellarsi agli ordini dello chef, mai qualcuno ha avuto da ridire su di lui”.

“Gli volevamo tutti bene. Manca tanto”.

É un racconto commosso quello che fa ad un giornale online Nazareno d’Amici, il direttore dell’Hotel degli Amici di Artena, dove Willy lavorava come aiuto cuoco e dove era considerato uno di famiglia.

“Non pensavamo si potesse aggredire un ragazzo che non fa male a nessuno, quando abbiamo saputo la verità su quello che è successo, ossia che è andato a difendere un vecchio amico di scuola e 5 bestie l’hanno aggredito, siamo stati male”.

“Nemmeno una bestia farebbe questo, su un ragazzino di 1,80 per 45 kg. Quelli sono animali prima che assassini”.

“Quattro persone che si credono i signori del mondo con le loro arti marziali lo hanno spappolato. Uno almeno avrebbe dovuto dire ‘ma che stiamo facendo”‘.

Sono peggio delle bestie, le bestie lo fanno per fame, non per il gusto di aggredire, c’era lo sfregio di uccidere. Che male aveva fatto Willy? Vedremo la magistratura cosa farà. Servono pene esemplari e durature”. 

Colleferro, Conte chiama la famiglia 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da Beirut dove si trova in visita ha chiamato la famiglia Montero.

“Sono rimasto veramente fortemente colpito, vorrei dire scioccato. Parola forte per uno che ha un ruolo di responsabilità come il mio. Prima di commentare ho preferito parlare con i genitori del ragazzo”.

Conte prosegue: “Ho trovato un papà affranto”.

“L’ho fatto in punta di piedi perché se da un lato volevo fare sentire la commossa vicinanza del Governo e della comunità nazionale, dall’altro, nel momento di estremo dolore non volevo essere invasivo”.

“Ho trovato un papà affranto, come tutta la famiglia, un papà sovraffatto da questo grande dolore”.

Avvocato famiglia Monteiro: “Emozionati e sorpresi per la chiamata di Conte”

“Sono rimasti emozionati e sorpresi per la chiamata del presidente del Consiglio Conte”. A dirlo è l’avvocato Domenico Marzi, legale della famiglia di Willy Monteiro.

Esprimo un ringraziamento a nome della famiglia – ha aggiunto l’avvocato – per la sensibilità mostrata dal presidente Conte nell’essere accanto a chi ha subito una violenza simile” (fonte: Ansa, Agi).