Colori regioni: Lombardia, Sicilia e Bolzano in zona rossa dal 17 gennaio. 12 regioni in zona arancione

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 15 Gennaio 2021 18:27 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2021 18:27
Rt regioni e zone: Lombardia e Sardegna in arancione. Rischiano Sicilia Molise

Rt regioni e zone: Lombardia e Sardegna in arancione. Rischiano Sicilia e Molise (Foto d’archivio Ansa)

Colori delle regioni dal 16 gennaio: Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano in zona rossa. In base al monitoraggio dell’Iss solo Lombardia e Provincia di Bolzano sarebbero andate in zona rossa. Ma il governatore siciliano Musumeci ha chiesto di finire in zona rossa. Nove regioni andrebbero in zona arancione. Le altre in zona gialla. 

Conte ha firmato intanto il nuovo Dpcm con le misure in vigore appunto dal 16 gennaio. Nel decreto ci sono anche le nuove soglie che stabiliscono quali regioni vanno in zona rossa e zona arancione. Misure stringenti, che vogliono “localizzare” i punti in cui il contagio è più pericoloso. In modo da evitare lo spauracchio del lockdown nazionale.

Zona rossa Lombardia, Sicilia e Provincia di Bolzano

Tre Regioni vanno in area rossa: sono la provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia. Da quanto si apprende dal Ministero della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio.

Zona arancione: Abruzzo, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Emilia-Romagna, Veneto

Nove Regioni passano in area arancione. Sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. Lo prevede la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio.

Zona Gialla: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia di Trento e Molise

La Campania insieme ad altre 5 regioni/PA restano in fascia gialla. Sono Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise. 

Autocertificazione zona rossa 16 gennaio: scarica il modulo in Pdf

Per spostarsi in zona rossa ci sarà bisogno della solita autocertificazione. Come al solito, saranno consentiti gli spostamenti per comprovate esigenze (salute e lavoro prima di tutto).

Autocertificazione zona rossa 16 gennaio: scarica il modulo da stampare in Pdf.

Dpcm 16 gennaio: scarica il testo integrale in PDF

Dpcm 16 gennaio: scarica il testo integrale in PDF da stampare.

Iss: epidemia non controllata e non gestibile

Si osserva un aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA. 

“Questa settimana si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente”. Lo si legge nella bozza del monitoraggio settimanale relativo al periodo fra il 4 e il 10 gennaio.

Report Iss: la situazione delle terapie intensive

Sono 12 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (contro le 13 della settimana precedente) mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica (30%).

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 (04/01/2021) a 2.636 (12/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta anche lievemente, passando da 23.317 (04/01/2021) a 23.712 (12/01/2021).

Report Iss: l’incidenza nelle singole regioni nell’ultima settimana

Valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), PA di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77). E su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

“Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità – si legge – quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate”. (Fonte Ansa)