Comacchio, Ferrara. Rifiuta il ricovero e si barrica in casa per 30 ore

Pubblicato il 29 maggio 2010 20:32 | Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2010 19:21

carabinieriHa rifiutato il trattamento sanitario obbligatorio e si è barricato in casa a Comacchio, Ferrara, per oltre 30 ore. Venerdì mattina Mario Cavalieri, con problemi psichici e di dipendenza, ha aggredito la vigilessa che gli notificava il Tso e le ha fratturato la mandibola, poi si è arreso ai carabinieri.

I militari hanno sfondato la porta della camera da letto, dove si era rifugiato, e lo hanno bloccato disorientandolo probabilmente con l’uso di lacrimogeni (all’esterno si sono uditi scoppi).

Quindi i sanitari lo hanno sedato, poi – uscito in barella con lievi ferite – portato all’ospedale, dove è piantonato in stato di arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni colpose gravi.

Comacchio è tornata a vivere dopo la lunga ‘performance’ dell’ex bagnino di 34 anni, con problemi psichici e di dipendenza. Nell’alloggio popolare di via Spina, a pochi passi dal centro della cittadina lagunare, dove vive con la madre – che ieri mattina è scappata quando lo ha visto rientrare molto agitato – aveva coltelli e a quanto sembra anche sciabole, con cui avrebbe ‘accolto’ i militari al momento dell’irruzione.

Già venerdì 28 maggio aveva minacciato di far saltare l’appartamento, poi tutte le utenze (gas, acqua, luce) erano state interrotte a scopo precauzionale e l’area era stata transennata. Da Livorno sono arrivati gli specialisti del Gis, che hanno affiancato i militari della Compagnia cittadina nella gestione della situazione. Nessuna mossa precipitosa per non agitare ulteriormente il giovane, ma un controllo costante per tutta la notte e ancora oggi, con l’ intervento anche di uno psicologo, fino al pomeriggio, quando si é deciso di intervenire dopo un briefing tra le forze in campo.

Il giovane da qualche tempo dava segni di squilibrio: non dormiva, ‘parlava’ con le formiche, diceva che in casa c’era lo Spirito Santo, disturbava entrando nelle scuole e in chiesa. Già due anni fa aveva aggredito Cc e sanitari, in occasione di un altro Tso; allora era stato calmato anche grazie all’ intervento di un cugino, che oggi i carabinieri hanno cercato al telefono nella speranza di potergli far fare nuovamente da tramite per riportarlo alla ragione. Ieri ad avere la peggio è stata una vigilessa, quando ha cercato – assieme ad un collega – di notificargli il Tso, firmato dal sindaco Paolo Carli: mandibola rotta, intervento chirurgico e prognosi di 35 giorni. “La droga non c’entra – ha cercato di spiegare la madre ai cronisti, quando ancora il figlio era barricato – Mario, orfano del padre, ha perso il lavoro e da tre anni lo sta cercando”.